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Casteldaccia, Giuseppe Giordano a Pomeriggio 5: “Mi si è stracciata la vita”

La tragedia di Casteldaccia, costata la vita a 9 persone, ha scosso profondamente la Sicilia e l’Italia intera. Durante il nubifragio del 3 novembre un nucleo familiare ha trovato la morte in una villetta, risultata poi abusiva. L’abitazione è stata travolta dalla piena del fiume Milicia.

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L’unico sopravvissuto è Giuseppe Giordano, che è stato ospitato, in collegamento, dalla trasmissione Pomeriggio 5. Insieme a lui c’erano, oltre l’inviata della trasmissione, il brigadiere Paolo Piazza, lo zio Vito e alcune persone a lui vicine.

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Giuseppe Giordano a Pomeriggio 5

La conduttrice Barbara d’Urso non ha nascosto la sua difficoltà nell’affrontare l’argomento, quindi ha lasciato la parola a Giuseppe. «È una tragedia. Vedere questo afflusso di fango che è entrato da tutte le parti e non poter salvare la famiglia è stato bruttissimo. Ho perso tutto, mi si è stracciata la vita, completamente. Doveva essere una giornata di divertimento. Avevamo finito di cenare e poi Luca ha detto “Andiamo a prendere un po’ di dolcini». Giordano, a quel punto, si è interrotto. La parola è passata allo zio, Vito, che nella tragedia ha perso il fratello.

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«Raccontare questa tragedia non è facile – ha detto Vito -. Sono morti nove familiari, sono qui per supportare mio nipote. Se non ce la fa non ce la faccio neanche io. Noi non cerchiamo un colpevole a tutti i costi, però se qualcuno ha delle colpe, è giusto che paghi».

Le famiglie erano andate a Casteldaccia per il ponte dei morti. «Avevamo organizzato tutto per i bambini, ogni dettaglio, cominciando dai giocattoli ai dolci che si mettono sul tavolo. Non è finita come pensavo, ho perso tutta la famiglia… Un incubo. In 10 secondi non si è capito più niente», ha aggiunto Giuseppe.

Giordano ha ringraziato le forze dell’ordine che l’hanno soccorso. Anche il brigadiere Piazza è intervenuto, spiegando: «Quella tremenda serata siamo arrivati tra i primi sul posto e abbiamo visto Giuseppe che, arrampicato su un albero urlava, piangeva, chiedeva aiuto. Abbiamo individuato un percorso in sicurezza per poter raggiungere l’albero, abbiamo rassicurato Giuseppe e l’abbiamo aiutato a scendere, poi l’abbiamo affidato alle prime cure».

Redazione