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Aci Catena: vince 500mila euro al Gratta e Vinci per due volte in 10 mesi

La Dea Bendata bacia due volte lo stesso fortunato.

  • Un giocatore di Aci Catena ha vinto 500mila euro al Gratta e Vinci per ben due volte.
  • Nell’arco di 10 mesi, la stessa persona ha portato a casa ben due “bottini”.
  • Un caso più unico che raro.

Si dice che il postino suoni sempre due volte, ma anche la Dea Bendata, a quanto pare, può suonare alla stessa porta per due occasioni di fila. Se non ci credete, leggete la vicenda accaduta ad Aci Catena. Un fortunato giocatore ha portato a casa, nell’arco di 10 mesi, ben due vittorie al Gratta e Vinci, ognuna del valore di 500mila euro. Un novello Gastone, il cugino di Paperino sempre baciato dalla fortuna. Vige, ovviamente, il massimo riserbo sull’identità, ma la notizia ha fatto il giro della regione in un baleno.

Vince per due volte 500mila euro al Gratta e Vinci

Un bis di cui tutti vorrebbero essere protagonisti. Il cliente del Caffè Murabito di via S. Maria del Sangue, ad Aci Catena, ha acquistato qualche mese fa un biglietto del Gratta e VinciTutto X Tutto“, aggiudicandosi una vincita da 500mila euro. Nella stessa ricevitoria, a breve distanza, ha comprato un altro biglietto, sempre del “Tutto X Tutto” ed è arrivata la sorpresa: ha vinto altri 500mila euro. Una vicenda che mette in discussione le statistiche. Come abbiamo anticipato, non si sa nulla in merito alla sua identità. Soltanto il titolare sa di chi è la mano fortunata che ha grattato i due biglietti. Il primo è stato acquistato a settembre, il secondo a luglio. L’anonimato, in questi casi, è prezioso e sacro. C’è anche chi vorrebbe scattare una foto con lui, giusto per avere un po’ di fortuna in più.

Vista l’eccezionalità della vicenda, la stessa Lottomatica avrebbe verificato il percorso seguito dal secondo biglietto, dalla stampa alla vendita. Non sono state rivelate anomalie. C’è poco da fare: è stata una questione di fortuna. In tanti provano a sbarcare il lunario con un Gratta e Vinci, ma la vicenda di Aci Catena ci dimostra che la Dea Bendata non sente ragioni: va dove vuole andare.

Redazione