Ci sono oggetti che rimangono immutati nel tempo, nei quali la forma è determinata dalla specifica funzione che sono chiamati ad assolvere. È il caso di questa grattugia risalente al VI sec. a.C., realizzata in bronzo, considerato metallo pregiato nell’antichità, provvista di chiodini per il fissaggio a un supporto presumibilmente ligneo. 

Il suo valore rituale-funerario, determinato dal ritrovamento in una ricca tomba a camera della necropoli punica di Palermo come elemento di corredo, non ne esclude ovviamente un uso primario nella vita quotidiana. Dobbiamo immaginarla presente, insieme ad altri utensili d’uso comune, sulle tavole degli antichi panormiti per grattugiare il formaggio che, curiosamente, veniva anche utilizzato per aromatizzare il vino. 

Viene comunque considerata un elemento di prestigio che, soprattutto nel mondo etrusco, indica l'alto rango del defunto proprio per l'utilizzo che di questo oggetto veniva fatto in occasione del simposio, un momento riservato alle classi sociali abbienti.

In esposizione fino al 31 Ottobre 2015 alla mostra "Nutrire la città. A tavola nella Palermo antica"
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