Si chiama gelicidio ma, per fortuna, non ha nulla a che fare con la morte. Il fenomeno – spiegano gli esperti del sito ilmeteo.it – è determinato dalla pioggia, o ancor più frequentemente dalla pioviggine, sopraffusa. Riguarda, ciop, le gocce d'acqua che rimangono allo stato liquido anche a temperatura inferiore allo zero. Affinché ciò accada, è necessario che le gocce d'acqua siano molto piccole, l'acqua contenuta sia pura, ossia priva di sali e ci sia un repentino raffreddamento della colonna d'aria negli strati bassi dell'atmosfera.

Il gelicidio è tipico delle conche o aree pianeggianti con frequenti inversioni termiche, tant'è che si verifica in maniera predominante nella Pianura Padana, nelle conche intermontane delle regioni centrali, specie nelle pianure marchigiane. Di norma – si legge su ilmeteo.it – è prodotto da deboli precipitazioni e si verifica solitamente quando è più frequente lo sviluppo di spessi strati di aria fredda alle più basse quote atmosferiche.

Si presenta in modo molto scenografico, con un avvolgimento di ghiaccio intorno ai rami degli alberi, arbusti, ai pali elettrici e in una lastra di ghiaccio al suolo. Si tratta di ghiaccio liscio, molto scivoloso, assai duro e omogeneo, perfettamente trasparente perché privo di aria. In presenza di vento, il rivestimento intorno alle superfici segue la direzione del vento così che si formano, soprattutto intorno ai fusti delle piante e ai tralicci, delle lamine di ghiaccio irregolari e dentellate, spesso lunghe qualche decina di centimetri.

Il ghiaccio accumulato può comunque creare numerosi disservizi provocando la caduta di rami anche di grandi dimensioni, rottura di cavi elettrici o telefonici, con conseguente interruzione dell'energia elettrica e problemi alle comunicazioni. Una pericolosità più di impatto è, poi, quella legata al manto stradale reso scivoloso per la lastra di ghiaccio, con notevole rischio per l'incolumità delle persone sia negli spostamenti a piedi che con i mezzi di trasporto.