Il trasferimento, in una destinazione riservata, è arrivato un mese e mezzo dopo i fatti: il siciliano Luca Scatà e Cristian Movio, i due agenti di polizia diventati dei veri e propri eroi per aver ucciso Anis Amri, l'autore della strage di Berlino, sono stati destinati a un nuovo incarico. Si tratta del "riconoscimento per un'azione straordinaria" ed è stato deciso sulla base delle loro "legittime aspirazioni". Che in questo caso si sono sposate alla perfezione con l'esigenza di togliere i loro nomi e il commissariato di Sesto da sotto i riflettori, per ovvi motivi di sicurezza

Scatà, originario di Canicattini Bagni, nel Siracusano, e Movio erano di pattuglia la notte del 23 dicembre. I loro nomi sono stati resi noti il giorno dopo dal ministro dell'Interno Minniti. La decisione di rendere noti i loro nomi ha causato non poche polemiche. Dopo la convalescenza e dopo un periodo di congedo passato sotto scorta insieme alla famiglia a Canicattini Bagni, Scatà era tornato al lavoro, al commissariato di Sesto San Giovanni dove stava svolgendo il suo periodo di prova in servizio alle volanti, ma per precauzione era stato tenuto in ufficio. Movio invece è ancora in convalescenza per la ferita alla spalla rimediata quella notte.