ducezioTratto da Storia di Sicilia di Antonino Iacono ed. Boemi

 

Secondo alcuni studiosi originario di Nea (attuale Noto), da altri ritenuto originario di Menai (odierna Mineo), in contrasto con le fonti storiche che attesterebbero essere questa città da lui stesso fondata; da altri ancora di Novara di Sicilia; il dibattito tra gli studiosi in merito alla sua patria non è ancora del tutto esaurito.

Ducezio fu uomo abile e attivissimo, e seppe sfruttare potentemente queste sue qualità a favore della sua gente di cui era capo e alla quale riuscì ad infondere sentimenti di alto patriottismo e di coscienza sociale.

Prime imprese di Ducezio furono la valorizzazione di Menai e la conquista di Morgantina. Nei pressi di Menai, alle sponde di un laghetto, vi era l’antico santuario dedicato agli dei Palici, figli di Adranos, e da lungo tempo in venerazione dai Siculi i quali vedevano nel lago le acque sussultare come se bollissero. Vedi anche “I Misteri in Sicilia”.

 

Presso questo santuario Ducezio fondò la città di Palikè (zona archeologica di Rocchicella presso Mineo-Palagonia) che doveva essere la capitale dello stato, dominante la fertile piana di Mineo, la quale avrebbe dato abbondanti risorse alla numerosa popolazione.

Fondata questa città e avendola circondata di mura, divise il territorio circostante in appezzamenti uguali e li sorteggiò tra coloro che vennero ad abitarvi. (Recenti studi sostengono che Ducezio sia stato il fondatore dell’antica Trinacria).

Dopo quest’opera Ducezio, con il suo numeroso esercito, si impadronì di Etna (cioè Catania) e dopo questa conquista rivolse le sue mire verso l’agrigentino e pose l’assedio a Motion. Contro di lui la città di Agrigento chiese l’aiuto di Siracusa la quale inviò il suo esercito. Ducezio lasciò parte dei suoi soldati all’assedio di Motion e rivolse l’attacco contro i Siracusani. Questi erano comandati da un certo Boleon e da un certo Faillo. Ducezio riuscì a sconfiggerli e i due comandanti dei Siracusani furono sottoposti a processo e, risultati colpevoli, furono giustiziati. 

La città di Motion fu espugnata nel 459 a. C. non passò però molto tempo che un nuovo, forte esercito di Siracusa unito a quello di Agrigento, assaltò quello di Ducezio. Nella cruenta battaglia che ne seguì in località Nome i Siculi furono sconfitti; molti morirono, altri fuggirono in alture ben difese, tanto che gli avversari rinunziarono a inseguirli. Ducezio venne fatto prigioniero e mandato in esilio a Corinto.

Avendo perduto la guerra i Siculi perdettero la Piana di Catania con Morgantina, Menai e Inessa che passarono a Siracusa, mentre Motion fu ripresa da Agrigento. I Siculi rimanevano indipendenti nella parte settentrionale della Sicilia ovvero sulla valle superiore del Simeto e sui Nebrodi. Ducezio, dopo tre anni di esilio a Corinto, fuggì e fece ritorno in Sicilia. Qui si diede a costruire una nuova città nella parte settentrionale dell’Isola a cui diede il nome di “Bella Spiaggia”, il che indica che tale era costruita in riva la mare, odierna Caronia sul Tirreno. Fu la sua ultima opera, poiché ammalatosi si spense di morte naturale nell’anno 440 a. C..