Il malocchio del pavone. Il malocchio nella credenza popolare siciliana come in tante altre culture, ha sempre destato un certo timore. Seppur nel ragionevole dubbio riguardo all’effettiva esistenza di quello che viene definito malocchio e sulla validità di alcuni rimedi cautelativi tramandati dalle vecchie generazioni, il siciliano è comunque ancora oggi sostenitore della tesi del “cu si vardau si sarvau” (chi si è guardato si è salvato). Questo concetto si manifesta nel ripetersi di alcuni gesti o di scongiuri verbali volti a proteggere e difendere strenuamente l’aurea benevola che circonda ogni individuo, anche se in effetti, nessuno sano di mente ci crede davvero. Potremmo paragonare la salvaguardia dal malocchio ad una slogatura curata con un disintossicante per lo stomaco, insomma, al giorno d’oggi è un argomento che definirei più che altro un aspetto del folklore siciliano, ed in quanto tale divertente ed interessante da affrontare per le curiose storie delle sue origini. I soggetti e le motivazioni del malocchio sono infatti innumerevoli, e nel caso del pavone e soprattutto delle sue variopinte piume, la tradizione popolare vuole che portino una certa sfortuna. Animale sacro a Giunone ed emblema in molte religioni orientali, il pavone simboleggia da sempre l’immortalità e la resurrezione, ma durante il medioevo in Sicilia era considerato portatore di sfortuna. L’ipotesi più accreditata riconduce ad una semplice motivazione e cioè che era un volatile estremamente ricercato per i banchetti dei nobili, i quali subdolamente per evitare ogni sorta di furto o consumo da parte dei ceti meno abbienti, considerata la rarità e la prelibatezza delle sue carni, aveva diffuso la falsa informazione che era velenoso, e che la sua presenza nelle case arrecasse la morte del padrone. Pertanto il pavone era un volatile che raramente veniva allevato dal popolo, ed in più, soprattutto le piume, a causa di quella strana forma di “occhio” presente sulla loro cima, erano bandite dalle case e considerate dal popolo una vera sciagura. Si pensava che l’occhio della penna caudale “vigilasse” negativamente, e che la sua presenza in casa non facesse crescere sani i bambini. Quindi malgrado l’eccezionale bellezza del variopinto piumaggio del pavone utilizzato come motivo di decoro in parecchie arti e culture nei secoli, e come abbellimento di moltissime abitazioni in vari paesi del mondo, in Sicilia, è stato scarsamente utilizzato, ed è infatti sconsigliabile portare in dono a chiunque oggetti che lo rappresentino. Esiste comunque in Sicilia una certa simbologia legata a questo magnifico volatile, come nel caso del famoso pane artistico di Salemi (FOTO) in cui il pavone rappresenta l’immortalità e la resurrezione durante il periodo pasquale. L’antica credenza siciliana del malocchio del pavone apre una riflessione, di come spesse volte la bellezza sia motivo di infelicità, in questo caso del povero pavone.