Domenica 27 ottobre si è svolto lungo gli argini del fiume Platani, in territorio di Cianciana, l’evento “Paesaggi sensibili: fiume Platani” fortemente voluto dalle associazioni Arci Valplatani, Italia Nostra e Siciliantica. La giornata di studio è stata inserita all’interno della VII Campagna Nazionale dei Paesaggi Sensibili dedicata ai Paesaggi d’Acqua e programmata annualmente dall’associazione Italia Nostra, impegnata in attività per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione.
I numerosi partecipanti, in parte provenienti dalla provincia di Agrigento mentre altri dalle province di Caltanissetta e Palermo, sono stati accolti dai custodi del Ritrovo Giovanni Alessi – presidente di Arci Valplatani – assieme al fratello Benedetto. Una piccola architettura a misura e in sintonia con il luogo e con la dimensione umana che in quel paesaggio si fonde con miti e leggende, come sottolineato dallo storico Eugenio Giannone facendo riferimento all’affascinante saga di Dedalo e Minosse e ai fatti storici del popolo dei Sicani.
La relazione introduttiva alla passeggiata, tenuta dal responsabile del presidio Italia Nostra ValPlatani Giovanni Gueli, ha sottolineato l’importanza del fiume Platani nel contesto storico e odierno ma anche quale elemento unificante di quel territorio che va dalla costa di Eraclea Minoa all’entroterra siciliano, segnando l’identità del popolo e delle comunità, che con il fiume hanno da sempre dialogato. Ci si è soffermati sulla necessità di applicare i buoni principi per la tutela di questi importanti paesaggi fluviali, quali custodi della storia e delle memorie delle vicende di chi ci ha preceduto.
Lungo il percorso sono intervenuti Giovanni Arnone – presidente del consorzio universitario della provincia di Caltanissetta – soffermandosi sugli aspetti geologici che hanno spinto i Sicani ad abitare questi paesaggi, ricchi da un punto di vista delle materie prime e dalla componente mineraria, mentre l’aspetto archeologico del territorio è stato illustrato da Viviana Caparelli Lentini.
Infine, ma non per ultimo, le conclusioni di Antonino Margagliotta, docente dell’Università degli Studi di Palermo e presidente della sezione Siciliantica Castronovo-Cammarata-S.G.Gemini, da anni impegnato nella valorizzazione del fiume Platani con una serie di attività di ricerca e progettazione, con l’obiettivo di sottrarre dall’abbandono e dall’incuria questi paesaggi per assicurargli nuova vitalità e consegnarli alle future generazioni.

 

Foto: alcuni partecipanti al Ritrovo Naturalistico del Fiume Platani. Foto di Giovanni Gueli