Si sono incontrati in aeroporto, è scattato il colpo di fulmine, ma si erano persi (leggi qui la storia). Ora, grazie al sindaco di Alghero Mario Bruno, novello Cupido, c'è il lieto fine: Chiara e Alessandro (il nome di lui è di fantasia) adesso sono in contatto a presto si incontreranno. La ragazza, 24 anni, ha scritto al primo cittadino una lettera, parlandogli di un incontro con un ragazzo, che stava per prendere un volo da Pisa ad Alghero, del loro "colpo di fulmine" e della sua speranza di ritrovare quello che "molto probabilmente" è "l'amore della sua vita".

E il sindaco ha pensato di diffondere il suo appello su Facebook. "Prima o poi scriverò un libro", ha scritto nel post del 2 febbraio, aggiungendo che davvero me "ne capitano di tutti i colori", senza sapere che il bello doveva ancora arrivare. Meno di una settimana dopo, ecco accadere l'inaspettato tanto che la vicenda sembra una favola a pochi giorni da San Valentino. Una lettera, questa volta del 'Principe Azzurro', che lei, Chiara, aveva chiamato Alessandro, ma come precisa il sindaco, incredulo anche lui per l'inatteso lieto fine, si chiama in un altro modo.

"Salve sindaco. Le scrivo riguardo l'annuncio riguardo al post di Chiara, che parla del suo innamoramento in aeroporto..credo di essere il fantomatico Alessandro della sua storia", riporta Bruno in post. "Mi piacerebbe molto se ci potesse mettere in contatto, tutto ciò ha dell'assurdo. La ringrazio molto!" scrive il ragazzo che si descrive "per capire che sono veramente io". "Le mie cuffiette erano bianche, le strisce sulla giacca cammello erano rosse e la fascetta della macchina fotografica nera", chiedendogli anche discrezione. I due giovani "ora sono in contatto". "Si sono riconosciuti. Non sono impegnati con altri legami. Lei vive nella penisola, lui all'estero (ma è sardo). Vogliono restare anonimi e io non dirò niente di più a nessuno". "Peccato che oggi non sia San Valentino", scrive il sindaco che, tradendo il suo lato romantico prima di tornare al lavoro, "li ha invitati presto ad Alghero".