01Forse dev’essere proprio andata a genio la strigliata dell’Europa sul discorso ‘smart cities’ o forse c’è che la regione ha davvero parecchio da offrire per quanto riguarda le moderne tecnologie.

Come confermano gli incubatori di idee presenti sul territorio, la Sicilia ha un patrimonio che vale la pena sfruttare, che se solo finisse sul web potrebbe apportare numerosi cambiamenti, anche alla qualità della vita dei propri cittadini. Ed è con questo spirito che arriva una nuova proposta di legge che mira ad inserire Internet come diritto di tutti i suoi abitanti.

Il disegno, che ora è al vaglio della I Commissione Affari Istituzionali del Parlamento Regionale, potrebbe dunque entrare a breve nello Statuto siciliano, e se lo farà garantirà a tutti più e migliori servizi web e telematici. In particolare, l’obiettivo è quello di riportare la Sicilia a risorgere dalle proprie ceneri post-crisi come una Fenice, ma tramite l’uso di tanta buona fibra ottica, che dovrebbe aiutare le imprese a rilanciarsi sul mercato e i cittadini a godere del progresso, in tutte le materie riguardanti la qualità della vita, in particolare in tutti i servizi relativi alla pubblica amministrazione.

Un discorso che arriva all’indomani dello stato dell’arte sulla diffusione della banda larga in Italia. Digital divide? Macché. A dispetto di quello che si potrebbe pensare, l’Italia è tutta stretta attorno ad risultati piuttosto simili. A giugno di quest’anno infatti, nonostante i consueti ritardi e proroghe endemiche, negli uffici delle Regioni spiccavano già team di esperti in materia di telecomunicazioni, che di Information Technology ne sanno, o ne masticano.

Molti i progetti hi-tech stilati, alcuni dei quali già portati a termine, specie per quanto riguarda i servizi di ultima generazione da fornire ai propri cittadini, con conseguenti e significativi risparmi per le amministrazioni. Unico problema rimane ancora la posa delle infrastrutture, che taglia fuori ancora i piccoli comuni situati nelle zone più impervie del territorio, ma per quanto riguarda l’”Agenda Digitale” ogni regione è sulla cresta dell’onda, e non importa che sia al Nord oppure al Sud.

Sarà molto probabilmente la Valle d’Aosta ad aggiudicarsi il titolo di ‘regione smart’ dell’anno, eppure l’Umbria non scherza: fu lei infatti a disporre di un Agenda per le nuove tecnologie, quando il Governo Monti non ne aveva ancora stabilito la necessità a livello nazionale. A giugno il Molise era ancora indietro, ma aveva in mano un progetto grandioso per il recupero; stesso discorso per la Calabria, che quest’estate aveva perso un po’ di terreno.

In ottobre sono stati lanciati, a livello regionale, tutti gli ultimi piani che prevedono l’aggiornamento alla banda larga; al via anche i super piani verso la tecnologia di ultima generazione, per un investimento complessivo di ben 383 milioni di euro in 700 Comuni del territorio nazionale.

Un risultato che vede la Sicilia ben piazzata, sia sul piano della banda larga, iniziato nel 2009 e ora in fase di chiusura, sia sul piano di quella ultralarga, bandito ben prima di Sardegna, Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia. In pratica, a partire dall’anno prossimo, la Sicilia potrebbe presto trovarsi nell’Olimpo del web, con l’intera Isola cablata e i principali centri raggiunti dalla tecnologia ad altissima velocità.

Obiettivi simili anche per altre regioni del Sud e del centro; un’accelerata che sta portando anche la Sicilia dunque, ad esaudire anche il secondo e il terzo punto dell’Agenda digitale europea: in pratica entro il 2020, il 70% della popolazione potrà viaggiare veloce, a più di 100 mbps.

Autore | Enrica Bartalotta