01Da quando è stata chiusa la Siculiana, la città di Naro non sa più dove rilasciare i propri rifiuti, e con lei anche diversi comuni del circondario. Ecco perché il sindaco ha deciso di fare un esposto.

Il sindaco di Naro, Calogero Cremona, ha deciso di scrivere a Prefettura e Regione, per avvisare gli organi competenti di una situazione critica che interessa anche altri comuni della provincia di Agrigento e non solo.
Da quando infatti è stato dichiarato chiuso il modulo della Siculiana, la città di Naro e con lei altre della provincia, è in stato di emergenza: «i cittadini possono trattenere i rifiuti a casa per qualche giorno, ma non possono di certo smaltirli con mezzi propri. Spero che il Presidente Crocetta possa risolvere la questione nel più breve tempo possibile.» ha dichiarato Cremona nella sua relazione.

Sì, avete capito bene, gli agrigentini di Naro, della stessa Siculiana, del capoluogo di provincia, di Favara, Canicattì e altri 78 comuni, sono tenuti sotto assedio dalla decisione della ditta Catanzaro Costruzioni che ogni giorno raccoglieva chili e chili di rifiuti dalle case dei loro abitanti.

Da fine novembre si sono infatti susseguiti gli appelli dei deputati e dei sindaci di alcune delle città coinvolte, con l’obiettivo di smuovere le acque in Regione e far sì che venga avviato, al più presto, un piano di risoluzione della situazione, che, se si dovesse protrarre per molto tempo, farebbe sprofondare la provincia di Agrigento in una vera e propria emergenza igienico-sanitaria, la prima dai tempi della ‘crisi dei rifiuti’.

Secondo l’ordinanza del Governatore Rosario Crocetta, del 28 novembre scorso, la spazzatura degli oltre 80 comuni dell’agrigentino, ha ottenuto il via libera per finire nelle discariche di Gela, Bellolampo, Trapani, Misterbianco, Lentini, Castellana e Sciacca.
Sette discariche per contenere una situazione che si è fatta insostenibile, e che dovrebbe rimanere soltanto provvisoria, ancora per un bel po’.

Oltre ai comuni dell’agrigentino, sono infatti coinvolti nell’emergenza-rifiuti, anche alcuni centri abitati della provincia di Trapani e del capoluogo isolano; «ho dichiarato lo stato di emergenza», ha fatto sapere Rosario Crocetta in una nota.

La discarica della Siculiana è stata chiusa a fine novembre per aver raggiunto la capacità massima; così com’è successo ad altri impianti della Sicilia occidentale, che hanno dichiarato lo status di interruzione provvisoria delle operazioni di raccolta e smaltimento già in precedenza.
Stesso discorso presso l’area gemella di Montallegro, dove sono già partiti i lavori che dovrebbero portare all’ampiamento della discarica.

Così facendo dunque, i centri di stoccaggio che prima avevano dirottato il loro carico sulla Siculiana, dovrebbero riportare le loro operazioni gradualmente alla normalità. Il nuovo impianto di Montallegro inizierà ad essere attivo già all’inizio dell’anno prossimo.

Purtroppo l’Italia rimane ancora uno dei Paesi-fanalino di coda per quanto riguarda il riciclo e l’assimilazione dei suoi rifiuti. Mentre infatti Nazioni come la Germania producono molta più spazzatura di noi (597 chili su 535 raccolti nel 2011), ne destinano molta meno alle discariche. La media europea è di 37% su quasi 50%, con picchi negativi proprio al Sud.

Autore | Enrica Bartalotta