10375157_10203577253266189_6512147270250461254_nLa festa che si celebra il 24 giugno per le stradine dei quartieri di Alcara Li Fusi nel cuore dei Nebrodi messinesi, è considerata dagli antropologi una delle più antiche d’Europa. Apoteosi di sincretismo religioso: l’antico culto in onore di Adone si è infatti magistralmente unito con quello di san Giovanni Battista. Il “muzzuni”, il tabernacolo pagano costituito da una brocca mozzata rimanda in maniera straordinaria alla decapitazione del martire cristiano. Il giorno solenne originario corrispondeva esattamente al solstizio d’estate; con l’avvento del cristianesimo è stato spostato al 24 giugno in onore di san Giovanni. Il significato della festa è rimasto però identico: è un rito portafortuna in occasione dell’importante periodo della mietitura affinché il raccolto sia abbondante e portatore di ricchezza. Il muzzuni è infatti avvolto in un foulard di seta e ricoperto da un’abbondanza di oggetti d’oro e ornato in cima da fiori e ciuffi di frumento. Con la sua forte simbologia fallica, nel giorno del solstizio d’estate – quando il sole si sposa con la luna – il muzzuni propizia fin dall’antichità la crescita e la ricchezza della vegetazione. La festa comincia all’imbrunire e si protrae per tutta la notte. Negli angoli più caratteristici del paese si allestiscono dei veri e propri altari, sui quali vengono esposti i muzzuni. I visitatori sono accolti con pane, vino e companatico. Il clima di festa è rinforzato dalla musica e dai canti popolari eseguiti da alcuni gruppi di uomini del paese. Sono canti polifonici che hanno come tema la vita contadina e sopratutto l'amore. Ancora oggi, davanti all’altare dei muzzuni le persone si scambiano e mangiano confetti, rinnovando il rito del “comparatico”: diventano cioè “compari”, amici per la pelle. Così come nell’epoca classica i chicchi di melagrana offerti e mangiati insieme avevano il potere di legare in maniera indissolubile due esseri, ad Alcara Li Fusi, il 24 giugno, i confetti hanno il potere di suggellare un’amicizia fraterna e renderla eterna.