trailer-la-grande-bellezza-14041E’ il film dei record degli ultimi anni: vincitore del premio Oscar 2014 come miglior film in lingua straniera; il Golden Globe come miglior film straniero, quattro European Film Awrds, cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali.

Eppure La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino divide il pubblico, anzi prevalgono nettamente i giudizi negativi della maggioranza degli spettatori su una manciata di commenti di entusiasti ammiratori.

I social network sono un prezioso strumento di indice di gradimento, e su Facebook è nata una vera e propria ‘Sorrentino-mania’ e fiumi di commenti attraversamo tantissimi blog. Clamorosi i numeri dei commenti sulla pagina “Sicilia”: oltre 1.500 in poche ore, un record eccezionale!

Alcuni sintetici come ‘si, bello’ oppure ‘no, brutto’; altri più tecnici come ‘bella la colonna sonora e i costumi’; ma il dato più interessante è l’incidenza di giudizi come ‘è una fetecchia’, ‘è un film mattone’, ‘come ha fatto a vincere l’oscar?’, ‘è di una noia mortale, ho cambiato canale’.gb2

Si perché il film è stato trasmesso su Canale 5 lo scorso martedì, ed anche lì boom di telespettatori (8.861.000 telespettatori con il 36.12% di share. Secondo questi dati, è il film più visto in tv degli ultimi 10 anni).

Viene da chiedersi cosa non è piaciuto della pellicola: il protagonistaJep Gambardella (Tony Servillo) non è certo un sex symbol, pur essendo molto espressivo e di talento; manca una figura femminile di rilievo, dato che le molte attrici di scena si alternano rappresentando ciascuna i propri drammi e il proprio ‘male di vivere’ montaliano; il ritmo del film è molto lento e statico, non che sia un caso, ma molti lamentano una sorta di andatura soporifera che svilisce dopo mezz’ora; manca, in sostanza, il lieto fine che almeno al cinema il pubblico vuole trovare.

Quali possono essere, invece, le note positive che hanno permesso a Sorrentino di incassare l’Oscar: la fotografia, le scene e le inquadrature di Roma sembrano essere le spiegazioni più accreditate.

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Non dimentichiamo che chi giudica i film per la premiazione degli Oscar di Los Angeles è un pugno ristretto di esperti che vivono del ricordo del cinema italiano di Federico Fellini e de La Dolce Vita, e che immagina Roma come un luogo di eterna bellezza, la grande bellezza della capitale che è appunto la vera colonna portante del film di Sorrentino.

Se spostassimo la storia di Jep Gambardella con tutte le sue sfumature in una città italiana poco riconoscibile all’estero o di mediocre aspetto, sicuramente il film non avrebbe vinto alcun premio.

Ad ogni modo, bisogna riconoscere che La Grande Bellezza ha permesso all’Italia di ritorna ad impugnare la statuetta dell’Oscar dopo 14 anni da La vita è bella di Roberto Benigni, e questa è sicuramente una vittoria per l’italica nazione.

Serena Freni

StrettoWeb