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La morte di Fabrizio Frizzi ha profondamente scosso il mondo dello spettacolo e sono stati tanti i colleghi che l'hanno ricordato con affetto. Tra questi c'è stato anche Gerry Scotti, "rivale" sul piccolo schermo del presentatore scomparso nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 marzo, a causa di una emorraggia cerebrale. Scotti ha affidato una belissima lettera a La Stampa. Abbiamo deciso di riportare il testo integralmente.

Ecco la lettera che Gerry Scotti ha scritto per ricordare Fabrizio Frizzi (FONTE):

Caro amico ti scrivo, e sinceramente non avrei mai pensato di scriverti le cose che sto per dirti. La nostra amicizia, la nostra familiarità, la nostra vicinanza nel mondo del lavoro ci ha sempre portato a degli scambi molto brevi e molto intensi: piccoli, affettuosi messaggi, lasciati sul telefono l’uno dell’altro in tutte le occasioni che sentivamo di doverci dire qualcosa.

Tu non ci crederai, ma per un curioso scherzo del destino, oppure per un istinto sovrannaturale li ho conservati tutti: dai semplici auguri di Natale o di Pasqua, ai tuoi auguri per i miei sessant’anni, alle nostre prese in giro su quando cominciavano i nostri programmi: «in bocca al lupo ma non esagerare perché dall’altra parte ci sono io…».

E per finire quelli molto stringati, ma colmi di affetto, di quando è iniziata la tua malattia ed insieme è iniziata la tua lotta per stare attaccato a questa vita. Ora che non potrai più leggere i miei messaggi ti voglio dire quanto ho ammirato la tua semplicità, la tua normalità, il tuo garbo, la tua correttezza e il tuo sorriso. È stupefacente, queste che sono le cose che più ricordo di te, sono quelle che oggi sono sulla bocca di tutti. Vuol dire che al mondo d’oggi e soprattutto nel nostro mondo, quello dello spettacolo, una persona per bene può ancora lasciare il segno. Tu, Fabrizio credimi, il segno lo hai lasciato.  

Spero di avere la forza e la salute per fare ancora questo lavoro per tanti anni, senza di te come avversario ma con te nel cuore. Concludo questa lettera che sono sicuro ti arriverà con la frase che chiudeva tutti nostri messaggi telefonici: un abbraccio. Ed è l’abbraccio che tutti noi ti dobbiamo, dobbiamo a tua moglie, a tua figlia e a tutti coloro che ti hanno voluto bene. Gerry