"Spero che la presidente Boldrini e le istituzioni ora non mi lascino sola. Ho tanta paura e devo anche trovarmi un nuovo lavoro. Prima ero renziana, ma dopo tutto lo schifo che ho visto non voglio più avere a che fare con la politica". Federica B., la ragazza che attraverso il programma televisivo "Le Iene" ha di fatto incastrato il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi e il deputato Mario Caruso, siciliano di Militello in Val di Catania, ora racconta la sua esperienza anche al "Corriere della Sera".

La donna ha spiegato come aveva iniziato a lavorare nell'ufficio del parlamentare: "Ho 30 anni, sono laureata in Giurisprudenza e ho un master in Politiche pubbliche in Parlamento. Un'amica mi ha messo in contatto con lui e ho cominciato uno stage. Non retribuito, anche se la legge dice il contrario. Lavoravo a Palazzo Valdina. Tutti i giorni. Stesso ufficio del deputato e del sottosegretario Domenico Rossi, sempre assente".

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Federica prosegue: "Un mese e mezzo dopo l'inizio mi invita a cena con l'inganno. Mi dice che sarebbe stata una cena di lavoro con altri, ma ci ritroviamo io e lui, in un ristorante di piazza Cavour. Lì mi spiega che se andavo a letto con lui mi avrebbe messo nella segreteria di qualche commissione. Rifiuto: non sono una scappata di casa, ho famiglia. Ogni occasione è buona per restare solo con me. Comincio a soffrire, ho attacchi di panico. Dopo i tre mesi, mi promette un contratto, che non mi farà mai".

Nonostante tutto lei continua: "Sì, nella speranza che mi paghi. Nel frattempo divento rigida, non voglio che fraintenda, che ci provi ancora". Infine, la decisione di portare tutto allo scoperto: "Quando scopro lo schifo. Vengo a sapere che Caruso ha assunto il figlio del sottosegretario Rossi, Fabrizio, che non viene mai e non lavora. A lui dà 500 euro al mese, a me neanche il pranzo. È raccapricciante. Poi dici che i giovani devono crescere".