Un uomo, sposato e padre di tre figli piccoli, ha perso il lavoro ed è finito a vivere in auto con la famiglia. Accade a Torino, non certo l'ultima delle province italiane. La famiglia riceve aiuto soltanto dalla carità di amici e persone della società mentre il comune e i servizi sociali sembrerebbero essere assenti e non dare una risposta soprattutto per quanto riguarda i bambini. 

Alessandro ha fatto mille lavori. "Ho sempre lavorato persino quando tirare a fine mese significava raccattare i soldi per coprire le spese e nient'altro. Dopo pochi mesi venivo rimpiazzato e la favola finiva", ha detto al "Corriere della Sera". Il ragazzo ha fatto il corriere, l'idraulico e anche volantinaggio. Fino a che l'ultima ditta lavorava è fallita e lo ha lasciato con mesi di stipendi arretrati. 

Non potendo pagare più l'affitto si sono dovuti accampare in auto. "Il Comune e i servizi sociali ci chiedono un reddito per assegnarci una casa e noi non l'abbiamo", spiega Alessandro. Le condizioni di questa famiglia sono molto precarie e possono contare solo su pochi aiuti da parte della società, qualche soldo e qualche parola di conforto. 

Dopo parecchi problemi, lei e i bambini sono stati accolti per qualche giorno dalle suore di Torino. Ma la preoccupazione maggiore per i due restano i figli: "Ogni giorno guardo in faccia i miei bimbi e spiego loro che stiamo attraversando un momento difficile, ma che ci rialzeremo più forti di prima. Però hanno fame. Per restituirgli la loro infanzia siamo disposti a tutto, a svolgere qualunque tipo di lavoro. Nessuno ci considera. L'unica cosa che vorremmo è una casa. Le stiamo provando tutte, ma rischiamo di doverci arrendere. Riadeci la nostra dignità, prima che si faccia tardi".