AVOLA (SIRACUSA) – Quasi 150 confezioni di lancette per il controllo dei valori glicemici ancora intatti gettati nel cassonetto dell'ospedale Di Maria di Avola, in provincia di Siracusa. Ogni confezione costa all'azienda sanitaria provinciale 26,99 euro, dunque un totale di 4.000 euro. Come riporta "La Sicilia", il sindacalista Uil fpl Eugenio Cosetta martedì pompeggio era in visita a un parente ricoverato, quando è stato avvicinato da un signore che l'ha informato che molti farmaci erano stati buttati nel cassonetto dell'immondizia, nell'ingresso posteriore del nosocomio.

Spiega Cosetta: "Volevo vedere di persona cosa fossero. Mi sono subito recato sullo scivolo che porta ai piani interrati, per intenderci nel lato dell'ospedale dove c'è l'elisoccorso, e lì ho fatto l'amara scoperta. Centinaia di confezioni di lancette della Roche, per il controllo dei valori glicemici, con scadenza maggio 2018 buttate nella spazzatura e per terra fuori dal cassonetto dei rifiuti assimilabili ai rifiuti urbani. Sicuramente un danno economico erariale, mentre nel territorio le stesse lancette vengono lesinate ai cittadini affetti da diabete che ne fanno legittimamente richiesta".

Tutti i reparti del Di Maria hanno in dotazione il prodotto, ma da una prima indagine non hanno la stessa marca. La farmacia dell'ospedale al momento non si esprime, preferendo fornire le spiegazioni all'Asp, che a sua volta ha avviato un'indagine per individuare i responsabili. Cosetta ha inviato una lettera al direttore generale dell'Asp 8 Salvatore Brugaletta.

"Registriamo un forte disimpegno e un lassismo assoluto da parte dei dirigenti del presidio ospedaliero, preposti alla vigilanza, al controllo e al rispetto delle regole delle risorse aziendali. La cinghia è troppo stretta per continuare a non vedere e a consentire questa vergogna, questo spreco di denaro pubblico e di presidi sanitari. Una cosa del genere è inspiegabile. Spesso l'amministrazione nega agli utenti o riduce la consegna delle linguette e delle lancette per fare l'esame della glicemia e poi riscontriamo un centinaio di confezioni buttate nei cassonetti. Sono indignato".