Un check up completo dell'Etna, per capire meglio i suoi comportamenti ed anche quelli delle faglie nella zona circostante, dalla bassa Calabria alle Isole Eolie. Almeno 60 ricercatori, prvenienti da 7 paesi diversi, arriveranno a Catania per raccogliere dati preziosi, aggiungendo 100 nuove stazioni sismiche alle 70 già attive.

Il tutto rientra nell'ambito del progetto "Tomo-Erna", coordinato dalla sezione di Catania dell'Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), segue di 30 anni l'ultima ricerca a tappeto fatta sul vulcano. Per le ricerche verranno anche utilizzati 25 sensori installati sul fondo del mare, al largo di Catania e nel basso Tirreno, fra l'Etna ed il Golfo di Patti, ed anche la nave oceanografica spagnola "Sarmiento de Gamboà", la nace greca "Aegea" e le unità navali della Marina Militare Italiana.

I paesi coinvolti in questo check-up completo dell'Etna, insieme ovviamente all'Italia, sono Spagna, Germania, Russia, Stati Uniti, Irlanda e Messico. I dati raccolti verrano impiegati per capire meglio i comportamenti dell'Etna ed intervenire per mitigare il rischio sismico e vulcanico nella Sicilia orientale, attravero lo studio della struttura della crosta al di sotto del vulcano e delle aree circostanti.