Potrebbe essere arrivata la svolta nel caso di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i fidanzati uccisi a Pordenone nel marzo del 2015 (lei era originaria dell'Agrigentino). Il 12 maggio i giudici ascolteranno Lorenzo Kari, latitante arrestato che, come scrive Il Messaggero Veneto, "con le sue rivelazioni nell'estate nel 2015 aprì la cosiddetta pista bresciana".

Come spiega Today.it:

Agli inquirenti aveva raccontato che mentre era nel carcere di San Vittore, tra il 4 dicembre 2013 e il 15 maggio 2014, un imprenditore di nome "Gianni" gli avrebbe offerto 100mila euro per uccidere due ragazzi di Pordenone, ovvero Trifone e Teresa, perché temeva che quest'ultima potesse rivelare alle autorità informazioni sull'omicidio di Tiziano Stabile, avvenuto a Bedizzole.

Sempre secondo il racconto di Kari, una volta scarcerato nel 2014 un certo Mario sarebbe venuto a fargli visita chiedendogli di fare un sopralluogo a Pordenone nella zona del Palazzetto, assicurandogli inoltre che avrebbe provveduto a procurargli una calibro 7.56. Nel novembre 2014, ci sarebbe stato un secondo incontro con la consegna di 15mila euro contanti. Come scrive però il Messaggero Veneto, Kari agli inquirenti ha spiegato di non aver mai avuto intenzione di commettere il delitto ma soltanto di intascare il denaro, senza più presentarsi agli incontri successivi con Mario. Nel febbraio 2015 Kari fu arrestati per una serie di furti in provincia di Pordenone. 

Kari ha sottoscritto in carcere queste dichiarazioni. I carabinieri, tuttavia, non hanno creduto alla sua versione e lo hanno indagato per false dichiarazioni ai pm e calunnia, ritenendo che avesse creato una versione artefatta per suo interesse, "per proporsi come collaboratore e ottenere benefici processuali". Adesso starà alla giuria decidere se le sua dichiarazioni siano attendibili o meno.