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Al World Trophy of Professional Tiramisù, la Sicilia si prende la sua fetta di gloria: “Amor Misù”, il dolce di Milena Russo, conquista la giuria internazionale e sale sul podio.

Certe notizie non sorprendono chi conosce davvero la Sicilia. Perché quando si parla di dolci, di profumi intensi, di gesti che sanno di casa, l’isola ha sempre qualcosa da dire. Stavolta, però, la voce è arrivata fino al palco del Campionato Mondiale del Tiramisù.

Al World Trophy of Professional Tiramisù, che si è svolto quest’anno a Roma sotto l’egida della Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (FIPGC), la Sicilia è salita sul secondo gradino del podio dei tiramisù più buoni del mondo. A realizzarlo Milena Russo, originaria di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, che con il suo “Amor Misù” ha emozionato una giuria internazionale composta dai migliori esperti del settore.

Una dolcezza che parla siciliano

Amor Misù” non è solo un tiramisù. È una dichiarazione d’amore per la pasticceria d’autore, una sfida lanciata con eleganza e creatività, che racchiude tutto il sapore autentico di una Sicilia capace di innovare, senza mai perdere le proprie radici.

La creazione siciliana unisce rosa bulgara, caffè, lampone e pepe rosa in una sinfonia di profumi e colori, completata da un savoiardo al rosmarino e limone, che sa di colline siciliane, di passeggiate estive e di pomeriggi al sole.

Un dolce che sorprende, sì, ma che non ostenta. Non ha bisogno di effetti speciali, perché racconta una storia. Quella di una terra capace di reinterpretare anche un classico come il tiramisù con personalità e stile. Non servono salse o glasse dorate: bastano gli ingredienti giusti, un’idea forte e radici profonde. E in questo, la Sicilia, ancora una volta, non ha rivali.

Una competizione globale, un’anima locale

Dieci i Paesi in gara: Italia, Francia, Australia, Giappone, Marocco, Messico, Cina, Perù, Senegal e Colombia. Una giuria attenta ha valutato due prove per ciascun concorrente: una versione classica, rispettando rigorosamente gli ingredienti originali, e una versione creativa, che richiedeva una parte cotta, un formaggio fresco spalmabile e, naturalmente, il caffè.

È su questo secondo fronte che Milena Russo ha brillato. Il suo “Amor Misù” è piaciuto perché non è solo buono: è pensato, costruito, vissuto. Racchiude tecnica, ispirazione e soprattutto identità.

Il presidente FIPGC, Matteo Cutolo, lo ha detto con parole semplici ma chiare: “Questa competizione rappresenta l’essenza della pasticceria contemporanea: rispetto della tradizione, apertura al mondo e desiderio di innovare senza perdere l’identità”.

E se c’è una cosa che la Sicilia sa fare da sempre, è innovare senza smettere di essere se stessa.

Un podio che unisce le culture

Al primo posto, come detto, Aya Okada, 29 anni, originaria della prefettura giapponese di Ishikawa. Il suo tiramisù a forma di pianoforte a coda decorato con ciliegie al maraschino e amarene ha stupito per estetica e equilibrio.

Terzo gradino per il marocchino Simon Loutid, con il suo “Nostalgia di un bambinò”, ispirato ai profumi di vaniglia e ibisco e presentato come un fiore di bissap.

E in mezzo a queste creazioni d’autore, tra l’Oriente e il Maghreb, c’è la Sicilia. Con i suoi agrumi, le sue erbe, la dolcezza mai banale che sa parlare tutte le lingue del mondo.

C’è chi dice che il cibo è solo cibo. Ma basta assaggiare un dolce come “Amor Misù” per capire che non è così. Un dessert può emozionare, come una canzone. Può raccontare storie, come un romanzo. Può unire le persone, come un abbraccio.

Milena Russo ha portato sul podio una parte di sé e della sua terra. E l’ha fatto con grazia e sostanza, proprio come fanno le cose buone della Sicilia: non urlano, ma restano nel cuore.

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