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Le stelle arrivano una volta l’anno, con una cerimonia attesa da tutto il mondo della ristorazione. Ma la Guida Michelin non si ferma mai: i suoi ispettori viaggiano per mesi e, ogni mese, aggiungono nuovi indirizzi alla selezione italiana. A ottobre 2026 le novità sono 25, e due parlano siciliano.

Si tratta di Don Ciccio a Giardini Naxos e di Bàtu a Taormina. Li separano pochi chilometri di costa ionica, ma raccontano due modi molto diversi di stare a tavola: da una parte la semplicità del pesce del giorno, dall’altra una cucina d’autore che mette al centro il mondo vegetale.

Come funzionano le novità della Guida Michelin

L’ingresso mensile nella selezione non coincide con l’assegnazione di stelle o Bib Gourmand, che la guida svela solo nella cerimonia annuale. È però il segnale che gli ispettori hanno visitato il locale e lo ritengono un indirizzo da consigliare. Le new entry compaiono sul sito e sull’app della guida, contrassegnate dall’etichetta “Novità“.

Don Ciccio, il mare di Giardini Naxos senza artifici

Affacciato sul lungomare, Don Ciccio è descritto dagli ispettori come il ristorante di mare che chiunque vorrebbe trovare in vacanza. L’ambiente è luminoso e vivace, con una veranda aperta sulla passeggiata e il pescato del giorno esposto all’ingresso.

In carta si spazia tra crudi, primi di pesce e grigliate, con una cucina che punta su freschezza e semplicità ben eseguita. Il consiglio della guida è pratico: al momento della prenotazione conviene chiedere uno dei tavoli in prima fila sulla terrazza, per godersi la vista sul mare.

Bàtu, la cucina vegetale di Taormina

Bàtu (in foto) è il ristorante fine dining del Grand Hotel San Pietro, villa storica affacciata sullo Ionio, con lo sguardo sull’Isola Bella e sull’Etna. La guida sottolinea che la struttura è la prima proprietà Relais & Châteaux di Taormina e dell’intera Sicilia.

Ai fornelli c’è lo chef taorminese Luca Miuccio, che firma una cucina legata alla stagionalità e al vegetale. Gli ospiti scelgono tra due percorsi degustazione da otto portate: uno interamente vegetariano e uno che affianca ai prodotti dell’orto pesci e carni selezionati. Il nome stesso del ristorante richiama il fiore dell’ulivo.

Commentando l’ingresso in guida, Miuccio ha voluto condividerlo con tutta la brigata, cucina e sala, definendolo «prima di tutto merito loro». Il ristorante è aperto a cena dal martedì al sabato.

Un anno di nuovi ingressi siciliani

Le due novità di ottobre si aggiungono a una serie di ingressi siciliani che, mese dopo mese, hanno attraversato tutta l’isola nel 2026: da Monreale a Palermo, da Lampedusa fino a Vulcano, nelle Eolie.

Indirizzi molto diversi tra loro, dalla trattoria di famiglia al ristorante d’albergo, che confermano quanto la Sicilia sappia esprimersi a tavola su più registri. In attesa della prossima cerimonia annuale, la costa ionica tra Taormina e Giardini Naxos aggiunge intanto due nuovi motivi per fermarsi a tavola.

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