ImmagineUn boeing 777 della Malaysia Airlines proveniente da Kuala Lumpur e diretto a Pechino è scomparso dagli schermi del controllo del traffico aereo nelle acque tra la Malesia e il Vietnam con 239 persone a bordo. L’amministratore delegato Ahmad Jauhari Yahya ha spiegato in conferenza stampa che il volo Mh370 ha perso i contatti alle 2.40 di mattina (ora locale), circa due ore dopo essere partito da Kuala Lumpur. L’aereo, che trasportava passeggeri provenienti soprattutto dalla Cina, ma anche da altri Paesi dell’Asia, dal Nord America e dall’Europa, era atteso a Pechino per le 6.30 di mattina di sabato (ora locale). Un funzionario vietnamita che si occupa delle ricerche e dei soccorsi, Pham Hien, ha reso noto che l’ultimo segnale ricevuto dall’aereo era a 225 chilometri a sudovestd della provincia vietnamita di Ca Mau, che si trova vicino a dove si incontrano il Mar cinese meridionale e il Golfo di Thailandia. Lai Xuan Thanh, direttore dell’autorità dell’aviazione civile vietnamita, ha riferito che i funzionari del traffico aereo nel Paese non hanno mai avuto contatti con il velivolo. L’aereo “ha perso tutti i contatti e i segnali radar un minuto prima di entrare nella zona del controllo del traffico aereo vietnamita” ha spiegato Gen. Vo Van Tuan, vice capo di Stato maggiore dell’esercito vietnamita, in un comunicato emesso dal governo. L’aereo della Malaysia Airlines trasportava 227 passeggeri, inclusi due bambini e 12 membri dell’equipaggi. Secondo quanto reso noto dalla compagnia 153 passeggeri provenivano dalla Cina, 38 dalla Malesia, sette da Indonesia e Australia, cinque dall’India, quattro dagli Stati Uniti e gli altri da Indonesia, Francia, Nuova Zelanda, Canada, Ucraina, Russia, Italia, Taiwan, Olanda e Austria. Fuad Sharuji, vicepresidente delle operazioni di controllo della Malaysia Airlines, ha detto alla Cnn che l’aereo stava volando a un’altitudine di 10.670 metri e che i piloti non avevano segnalato problemi. Secondo quanto riferito dalla compagnia il pilota del volo, il 53enne Zaharie Ahmad Shah, ha più di 18.000 ore di volo alle spalle e lavora per l’azienda dal 1981. Il secondo pilota, il 27enne Fariq Hamid, ha circa 2.800 ore di esperienza e vola con l’azienda dal 2007. All’aeroporto di Pechino le autorità hanno pubblicato un avviso che chiedeva a parenti e amici dei passeggeri di radunarsi in un hotel a circa 15 chilometri dall’aeroporto, per attendere nuove informazioni, e hanno fornito un servizio di navette burs. A Kuala Lumpur i membri delle famiglie si sono radunati nello scalo ma sono stati tenuti lontani dai giornalisti. “Il nostro staff al momento sta contattando i parenti stretti di passeggeri ed equipaggio. L’azienda si sta concentrando sul lavoro con i soccorsi di emergenza e con le autorità e sul dare il massimo sostegno” ha comunicato l’amministratore delegato Yahya in un comunicato. ” I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno ai passeggeri, all’equipaggio e alle loro famiglie”. Il Mar cinese meridionale è una regione di tensioni, con diverse rivendicazioni territoriali che hanno portato a conflitti di piccola scala, soprattutto tra Cina e Filippine. I Paesi della zona hanno tuttavia superato le ostilità unendosi nelle ricerche. La Cina ha inviato due navi per il soccorso marittimo e le Filippine hanno dispiegato tre velivoli delle forze aeree e tre navi della marina militare per portare aiuto. “In momenti di emergenza come questi, dobbiamo mostrare unità di sforzi, che oltrepassano i confini e i problemi, ha commentato il generale Roy Deveraturda, comandante del Comando occidentale dell’esercito delle Filippine.

Peppe Caridi