Mondello ed i polipari. Mondello piccolo borgo marinaro a soli 15 minuti da Palermo è in estate una delle mete preferite dalla giovane movida palermitana e dai turisti di tutto il mondo che affollano e colorano la sua vivace spiaggia. Mondello negli ultimi anni si è rifatta il look strizzando l’occhio alle più moderne esigenze senza perdere comunque la sua apprezzatissima identità sicula, reinventando ed attualizzando alcuni dei suoi mustfolkloristici” più famosi. Una tra le più recenti novità è quella della quasi totale dismissione delle cabine dello storico stabilimento balneare che ha finalmente restituito alla passeggiata del lungomare il suo suggestivo panorama del golfo.

La spiaggia oggi modernamente attrezzata offre agli amanti della tintarella servizi di qualità in un ambiente tipicamente siciliano, con gli immancabili venditori ambulanti di “pollanche” (pannocchie), di “cocco bello”, di ghiaccioli, di “cazzilli e panelle”, ma anche chioschi di più attuali centrifughe e di inimitabili gelati siciliani. Ma il protagonista indiscusso dello street food di Mondello è “u purpu vugghiutu” (il polpo bollito). A partire dagli anni ’50 alcuni pescatori del luogo avevano organizzato nella piazza di Mondello un vero e proprio villaggio di polipari, un agglomerato di baracche in lamiera allineate sul lungomare che sbarravano totalmente la vista del golfo.

I pescatori bollivano nell’acqua salmastra i polpi pescati durante la notte con le lampare e li vendevano caldi tagliati a pezzetti conditi con il limone ai numerosi turisti. Al calar della sera le baracche venivano illuminate da fioche luci gialle alimentate da rumorosi generatori e le immancabili bagnine celesti colme di acqua di mare e di polpi ancora vivi, messe in bella vista. Solo nel 1985 fu ordinata ai polipari la chiusura definitiva di tutti gli esercizi e la dismissione di tutte le baracche. Oggi la piazza di Mondello ha riacquistato il suo meraviglioso panorama del golfo ed i polipari, figure storiche del borgo, si sono riorganizzati in moderne trattorie nel rispetto della legalità e delle normative sanitarie.

Sui loro nuovi davanzali fronte mare, ricci, ostriche, cozze, polpi, esposti in coloratissimi vassoi di tipica ceramica siciliana, sono un godimento per la vista e per il palato. Nelle ore di punta in tanti anche dalla spiaggia, in costume, si recano sul lungomare di Mondello per “spizzuliare” (mangiucchiare) qualcosa, ma è impossibile non cedere alle innumerevoli tentazioni dolci e salate, un trionfo di leccornie irrinunciabili, che inevitabilmente finisce in una grande abbuffata. Da qui un antico detto palermitano sempre attuale ”panza china chiama letto” (pancia piena chiama letto).