Ieri sera, mercoledì 27 settembre, all'età di 91 anni è morto a Los Angeles Hugh Hefner, leggendario fondatore della rivista "Playboy". A dare la notizia della scomparsa la casa editrice, che ha specificato come il decesso sia dovuto a cause naturali e sia avvenuto nella casa dell'inventore delle 'conigliette', alla presenza di molti suoi familiari.  

 

 

Con la creazione della rivista nel 1953, Hugh Hefner costruì un vero e proprio marchio, che senza esagerazioni dialettiche si può dire che ridefinì la cultura sessuale della seconda metà del ventesimo secolo. I modelli delle playmate di Playboy, non a caso, sono stati oggetto delle fantasie di milioni di maschi, in tutte le parti del mondo. Nel 1988, quello che da tutti viene definito "un mito" ha messo a capo del proprio impero la figlia "di primo letto", Christie.

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Hefner rivendicò il merito di aver sfidato gli atteggiamenti puritani dell'America verso la tematica che per lui è stata il filo conduttore di una vita edonistica, il sesso. Personaggio a tutto tondo, per decenni diventarono celebri i party nelle dimore di Playboy a Chicago e poi a Los Angeles, dove indossava sempre un pigiama di pura seta tenendo in mano la pipa. Oltre ad aver fatto posare senza veli stelle del cinema come Marylin Monroe e Charlize Theron, realizzò lunghe interviste a personaggi particolari come Marlon Brando, Fidel Castro e Lance Armstrong. Le copertine del magazine fanno ormai parte della storia.

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Dalle conigliette ai musicisti, passando per svariate star americane: molti i messaggi di cordoglio e di ricordo affidati ai media e ai social network. "Ha cambiato la mia vita, mi ha fatto diventare la persona che sono oggi, le sono grata per la nostra amicizia e per il tempo passato insieme. Resterà nel mio cuore per sempre", ha detto l'ex fidanzata di Hefner, la modella e coniglietta Kendra Wilkinson. "Molto triste per la notizia", ha invece scritto Paris Hilton su Twitter, mentre Kim Kardashian si dice "onorata di aver fatto parte della squadra di Playboy". Per il volto televisivo Larry King è stato "un gigante dell'editoria, del giornalismo, della libertà e dei diritti civili. Un vero originale, un mio amico".

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