E’ visitabile, fino al 25 Agosto 2017 (dal lunedì al venerdì ore 8.30/13.30, il mercoledì ore 8.30/13.30 e 16.00/19.00), presso il Palazzo Comunale di Terrasini in Piazza Falcone e Borsellino, la mostra di vignette di Vauro e Pino Manzella, patrocinata dal Comune di Terrasini e curata dall’Associazione culturale Asadin e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, con testi di Evelin Costa.

 

Le vignette di Vauro sono presenti all’interno del libro “OLTRE I CENTO PASSI” di Giovanni Impastato, PIEMME Edizioni.

 Le vignette di Pino Manzella sono tratte dalla mostra intitolata “CIAO PEPPI’ ed altre irriverenze…”.

 

Vauro, noto vignettista, ha collaborato con importanti riviste e giornali come il Male, il Manifesto, Il Fatto Quotidiano, Satyricon, Linus, Cuore, Il Quaderno del Sale, L'Echo des Savanes, El Jueves e Il Diavolo. È stato direttore del settimanale satirico Boxer, collaboratore del Corriere della Sera e di Smemoranda. Importanti le sue collaborazioni in trasmissioni televisive come Anno Zero e Servizio pubblico. Da sempre impegnato in cause umanitarie con PeaceReporter e la ONG Emergency.

Da alcuni anni è profondamente legato al territorio di Cinisi e Terrasini. Presente ai cortei del 9 Maggio in ricordo di Peppino Impastato ucciso dalla mafia, ha ottenuto nel 2016 il premio Musica e Cultura.

Adesso con queste vignette, di cui nella mostra sono esposti i disegni originali, rafforza ancora di più il suo legame con questo territorio. Con irriverenza e ironia mette in risalto i possibili legami Stato-Mafia. Ridicolizza il Potere, l’arroganza e l’ignoranza dei mafiosi, i populismi, i limiti dello Stato, il connubio tra la Mafia ed una certa Chiesa, ma contemporaneamente mette in risalto l’impegno positivo di chi lotta contro la mafia, come ha fatto Peppino e come fanno adesso le associazioni che portano avanti la sua memoria e continuano la sua lotta e l’impegno per la libertà.

Vauro, con la potenza dell’immagine e con una semplice battuta, nelle sue vignette sintetizza e rende più fruibili le verità nascoste facendo controinformazione.

La satira è irriverente e impetuosa, fa da pungolo alla politica, prende in giro il potere ed è sempre dal basso e dalla parte dei popoli. E’ proprio per questo che deve essere difesa, perchè rappresenta un’arma libera e pacifista fatta di creatività, idealità, cultura e verità.

 

Pino Manzella, pittore siciliano, tra i fondatori del Circolo Musica e Cultura a Cinisi, amico e compagno di lotta di Peppino Impastato. I suoi primi disegni erano vignette inserite nei bollettini poi ciclostilati con cui si faceva volantinaggio, illustrazioni di manifesti, copertine per i giornalini. Spesso questi disegni non erano firmati perché in quegli anni si dava maggior peso al valore della collettività piuttosto che all’individualismo.

Pino Manzella espone, dopo quasi quarant’anni dalla morte per mano mafiosa di Peppino Impastato, una piccola parte della sua grande produzione di vignette realizzate a partire dagli anni ’70 fino alla più recente del 2011. La più antica di questa mostra è del ’74, le altre, meno recenti fanno parte di alcuni numeri del Bollettino intitolato “Nove Maggio”, le successive, che attraversano gli anni ’80, ’90 ed il 2000, erano pubblicate nel giornale cartaceo Terrasini Oggi/Cinisi Oggi.

L’autore affonda la sua matita nella realtà affrontando tematiche senza tempo che parlano di rapporti mafia-politica, corruzione, appalti truccati, compravendita di voti e di posti di lavoro, raccontano le inefficienze, il trasformismo  ed i compromessi della politica, di sovente più interessata al mantenimento del potere e delle poltrone, piuttosto che al bene comune,  un’attitudine permessa anche  dalla complicità, dall’indifferenza e dalla rassegnazione da parte del cosiddetto “popolino”, sempre utilizzato e contemporaneamente disprezzato dai dominanti. Tra i protagonisti delle vignette, Totò e Vicè, personaggi di Franco Scaldati, che commentano il giornale al Bar Sport.

Alcune vignette entrano dentro la storia di Peppino, raccontano le indagini del processo successivo alla sua uccisione. Peppino come un angelo laico continua a lottare dall’alto, con il suo palloncino che è a forma di mondo, perché è dal mondo che bisogna partire ed è il mondo che, lottando, pensando ed a volte anche ridendo, bisogna trasformare.

 

Questa mostra molto coraggiosa è pensata in continuità con le lotte di Peppino che oltre ad essere un militante comunista, ha usato l’ironia e la satira per sbeffeggiare i potenti con il fine di cambiare l’esistente.