Ci sono almeno 10 motivi per evitare l'olio di palma. E probabilmente sono di più. Di conferme ce ne sono state tante, a cominciare dagli studi di alcune università italiane, da Bari a Pisa. L'olio di palma provoca danni irreversibili: tra questi il diabete mellito. E assumere grandi quantità di questo grasso saturo non è poi così difficile. Soprattutto per i bambini. L’olio di palma è infatti contenuto in molti prodotti della prima colazione, in primis biscotti e merendine. Ecco tutto quello che c'è da sapere:

1. Da dove deriva
La palma da cui si estrae questo olio è coltivata soprattutto in Indonesia e Malesia. Per produrre quest’olio però vengono distrutti molti spazi di foresta tropicale. È il caso delle ultime foreste dell’isola di Sumatra. Qui, in Indonesia, vivono oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti a cui pian piano viene sottratto spazio vitale. Tanto che degli stessi animali in 11 anni sono rimasti solo poche centinaia di esemplari. Così l’Indonesia perde foreste, lo dicono i numeri: 50 anni fa il territorio dell’Isola di Sumatra era ricoperto per l’82% di foreste. Nel 1995 la percentuale era scesa già al 52% e si pensa che si azzererà entro il 2020.

2. Dov'è contenuto
Sono numerose le occasioni in una giornata in cui possiamo assumere olio di palma. È contenuto infatti in molti prodotti da forno come cereali, biscotti, merendine confezionate. Oltre a colazione possiamo incrociarlo anche a pranzo in un pacchetto di cracker o in un panino. Senza considerare che può essere nascosto anche in alimenti improbabili come il gelato confezionato o il dolcino con cui chiudiamo il pasto.

3. L'appello del WWF
Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione il WWF ha chiesto ai consumatori di prestare più attenzione ai prodotti che si portano a casa. L’obiettivo è quello di informare il consumatore sui danni delle coltivazioni intensive. Meglio per l’ambiente (e per la salute) scegliere un prodotto oil free.

4. Una petizione su Change.org
Una raccolta firme è stata lanciata da Il Fatto Alimentare per dire no all’olio di palma per motivi etici, ambientali e salutari. Eccola.

5. Mai più nascosto
Da dicembre 2014 la presenza dell’olio di palma deve essere indicata chiaramente sull'etichetta del prodotto.

6. Nei prodotti confezionati
Circa l’80% dell’olio di palma prodotto viene utilizzato nell’industria alimentare. In particolare, ciò che finora veniva indicato come "grasso vegetale" era nel 90% dei casi olio o grasso di palma. 

7. Perché fa male alla salute
Se consumato occasionalmente l’olio di palma non rappresenta un problema particolare per la salute delle persone. Le cose cambiano quando viene assunto ogni giorno, più volte al giorno. In questo caso sarebbero cuore a arterie a soffrirne di più (come ogni volta che si esagera con il consumo di grassi). Sotto accusa in particolare la presenza di acidi grassi saturi (pari a circa il 50% del totale).

8. Perché piace alle grandi aziende
L’alta componente di grasso nell'olio di palma è molto interessante per l’industria non solo alimentare: conferisce solidità al prodotto a temperatura ambiente. Acidi grassi saturi (come l’acido palmitico) e insaturi come l’acido oleico e l’acido linoleico (rispettivamente monoinsaturo e polinsaturo) che combinati insieme hanno la stessa efficacia, ma anche problematica del burro.

9. Occhio ai grassi
In una dieta bilanciata il consumo dei grassi non è vietato, ma deve essere moderato, dando la preferenza agli insaturi: deve apportare al massimo dal 20 al 35% della quota calorica giornaliera.

10. Attenzione ai prodotti per bambini
Attenzione a cereali, cracker, creme spalmabili e gelati industriali. Ma anche ai prodotti per la primissima infanzia: dal latte di proseguimento ai biscotti che si sciolgono nel biberon. Una mamma ha intrapreso – con il sostegno del Movimento di Difesa del Cittadino – una battaglia contro la Plasmon. Una raccolta di firme per sensibilizzare l’azienda nei confronti dei problemi dell’utilizzo dell’olio di palma nei suoi prodotti. Eccola.