01CEFALÙ. Una parte dei tesori del museo Mandralisca di Cefalù potrà essere non solo ammirata ma anche toccata con mano. Sarà inaugurato lunedì 29 giugno alle 18, nella sezione archeologica, il progetto “Vietato non toccare”, un percorso tattile permanente rivolto a non vedenti, ipovedenti e ai bambini dai 3 ai 13 anni.
   Il progetto – messo a punto dal museo e promosso dalla Regione siciliana e dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Palermo – prevede la realizzazione e l’esposizione di copie in scala di  tredici tra i più significativi reperti della collezione archeologica. Le riproduzioni potranno essere esplorate attraverso il tatto, mentre una traccia audiovisiva completerà la percezione e la conoscenza delle opere. 
   “Vietato non toccare” offre quindi anche spunti per un primo accesso alle opere d’arte da parte dei più piccoli, attraverso percorsi mirati e attività di laboratorio. Si tratta di una fruizione diretta, attraverso cui viene ribaltato il concetto di “vietato toccare”, così diffuso nei siti museali, con il suo opposto: lo scopo è quello di favorire un processo di conoscenza sulla creazione di manufatti artistici, che si completerà con un breve documentario sulle fasi di realizzazione delle opere. 
   «Questo progetto si inserisce nella nuova politica culturale intrapresa dal Mandralisca – dice il presidente del museo, Franco Nicastro – che punta a un’apertura della struttura al territorio, ampliando al di là di ogni barriera e di ogni età la fruizione delle opere d’arte».

   Il progetto è stato messo a punto da Stefania Randazzo con la collaborazione di Flora Rizzo e la consulenza scientifica dell’archeologo Amedeo Tullio.

 

 

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Alessia Franco

 

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LA COLLEZIONE ARCHEOLOGICA DEL MANDRALISCA 

   L’attuale collezione archeologica del Museo Mandralisca è costituita dall’insieme di varie raccolte confluite con varie finalità, metodologie e in tempi diversi. Il nucleo principale è costituito dai reperti provenienti dagli scavi fatti eseguire dal barone Mandralisca nel 1864 a Lipari nella necropoli di contrada Diana. Da questi scavi provengono il celeberrimo cratere del Pittore del Venditore di Tonno (380-370 a.C.), l’importante gruppo di vasi italioti e sicelioti, tra cui il coperchio di lekane del Pittore di Cefalù (340-300 a.C.), e la serie di maschere teatrali.

   Altri gruppi di materiali provengono dagli scavi condotti dal barone a Cefalù nelle contrade S. Domenica e Pietragrossa e da alcune località della Sicilia, come Tindari, Canicattì e Himera, dove effettuò sopralluoghi e ricognizioni. L’originaria raccolta, con un approccio decisamente collezionistico, è stata integrata da alcune serie di materiali di valore storico e artistico. Tra queste, particolarmente complete, quella delle lucerne che copre un arco di tempo che va dall’età arcaica all’età bizantina, e quella delle monete, costituita da coniazioni di quasi tutte le zecche siciliane, con alcuni esemplari rari.

   Carattere antiquario hanno, infine, la raccolta di gemme e di amuleti egizi (per lo più ushabti). A questi materiali si sono aggiunti, successivamente, alcuni reperti provenienti da scavi occasionali effettuati nell’area dell’antica Cefalù (Kephaloidion), tra i quali un mosaico pavimentale di età romano-repubblicana (I sec. a.C.) e altri, in deposito temporaneo, frutto delle ricerche sistematiche effettuate dalla Soprintendenza di Palermo in collaborazione con l’Università di Palermo (direzione scientifica prof. Amedeo Tullio). Tra questi ultimi, due sarcofagi litici a naiskos da Contrada Spinito e un epitymbion con iscrizione, in lingua greca, che parla di una certa Pompeia e documenta l’esistenza di un’importante sepoltura dedicata a una donna.

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IL PROGETTO “VIETATO NON TOCCARE” 

   Il progetto “Vietato non toccare”, rivolto alle fasce sociali più deboli, persegue l’obiettivo di promuovere processi di identità umana e di crescita culturale attraverso la trasmissione della memoria storica, artistica ed etnoantropologica di cui soprattutto i reperti archeologici sono veicolo prezioso e indispensabile. “Vietato non toccare” mira a potenziare e adeguare il percorso museale alle esigenze della fruizione delle collezioni, operando un ampliamento delle attività laboratoriali e di didattica dedicata ai bambini dai 3 ai 13 anni e agli ipovedenti. Attraverso la creazione di un percorso parallelo di tipo tattile che prevede la realizzazione di copie in scala di alcuni reperti di particolare rilievo selezionati all’interno delle collezioni del museo e l’inserimento nel percorso museale di monitor che raccontino con brevi documentari i processi di creazione dei manufatti scelti, il progetto intende differenziare e moltiplicare l’offerta culturale ed educativa del museo e ampliare la tipologia e il numero di fruitori/ visitatori permettendo una più cosciente e approfondita conoscenza degli oggetti artistici. Mira ancora a offrire ai fruitori ipovedenti la possibilità di conoscere toccando e ampliare così l’orizzonte culturale. Vengono così rese eque le potenzialità e viene annullato il gap legato alla disabilità. Ai bambini viene proposta un’esperienza di conoscenza attraverso il tatto per creare una confidenza con il manufatto artistico cambiando il concetto di vietato toccare in quello di vietato non toccare. Tutto questo innesca un processo di conoscenza dei processi di creazione dei manufatti artistici attraverso la realizzazione di un breve documentario che spiega le fasi di realizzazione dei manufatti. 

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