Sono state chiuse le indagini sul caso della piccola Nicole Di Pietro, la bimba morta a Catania lo scorso 12 febbraio a sole 3 ore dal parto. Secondo quanto reso noto dalla Procura, alla ginecologa Maria Ausilia Palermo, al neonatologo Antonio Di Pasquale e all'anestesista Giovanni Gibino è contestato l'omicidio colposo, per "aver cagionato, con condotte gravemente colpose, attive ed omissive, il decesso della neonata".

Come riporta Today.it:
"Da un lato, nella fase precedente al parto, la ginecologa non avrebbe proseguito il doveroso e accurato monitoraggio del feto durante il travaglio".  Dall'altro, il "neonatologo e l'anestesista avrebbero eseguito manovre rianimatorie inadeguate, aggravando così la sofferenza respiratoria della neonata".

Ai tre sanitari, che sono stati sospesi dalla professione fino al 27 dicembre, è contestato anche il reato di falso ideologico, per attestazioni incompatibili con le condizioni della neonata e sugli interventi rianimatori praticati da parte di Di Pasquale e Gibiino.

La procura ha anche parlato di "false attestazioni della ginecologa Palermo e dell'ostetrica Valentina Spanò nella scheda di travaglio della partoriente, che riporta un valore del battito cardiaco del feto". Alla ginecologa è anche contestato il reato di lesioni nei confronti di Nicole Di Pietro, per la mancata rimozione di una garza durante le fasi di applicazione dei punti di sutura post partum.

Gli indagati per la morte della bimba sono in tutto sei.