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Anche Instagram inizierà ad ospitare brevi spot pubblicitari. Come Facebook prima, Tumblr e Snapchat poi. E c’è chi dice che la pubblicità potrebbe anche sbarcare su WhatsApp.

Che ormai Instagram sia di Mark Zuckerberg lo sanno anche i sassi.
Era l’aprile del 2012 quando il giovane biondino fece il colpo grosso: accordo da 2 miliardi di dollari, proprio mentre Facebook vola in Borsa, e ora sulla piattaforma nata per ospitare le foto iPhone, sono recentemente di telefonini Android, potrebbe sbarcare la pubblicità.
Si tratta di mini spot da 15 secondi, video pubblicitari, promozionali volti ad aumentare il flusso di cassa dell’azienda madre, ma anche dei partner che creeranno i banner.

Zuckerberg ha già preso accordi con alcune aziende di rango internazionale, come Disney, Lancome e Banana Republic. Disney in particolare, utilizzerà la piattaforma di condivisione d’immagini, per promuovere il suo nuovo “Big Hero 6”, e secondo il settimane Adweek sembra che alcuni utenti stiano già avendo esperienza del nuovo stato delle cose. Questo nuovo sistema piacerà?
Già qualche tempo fa, l’annuncio di nuove regole sulla privacy, non piacque molto agli utenti di Instagram, che hanno invece ben accolto le modifiche al software per il fotoritocco web più conosciuto al mondo.

E c’è chi giura che presto la pubblicità potrebbe anche approdare su WhatsApp, la chat mobile acquistata anch’essa da Zuckerberg e che a seguito dell’acquisto, sperimentò un crash site mai visto. Molte le battutine e le frecciatine lasciate a rincorrersi sulla Rete: a molti non è piaciuto il ribaltone, costato al prodigio ben 19 miliardi; su Internet si susseguono ancora articoli divertenti o pungenti sul fatto che il Mark della Rete, con quella stessa cifra avrebbe potuto comprare ben altro: magari un telescopio Hubble o la American Airlines, compagnia di bandiera americana nota per la sua situazione economica fortemente critica.

Ma Zuckie avrebbe anche potuto finanziarci le Olimpiadi di Londra con quella cifra da capogiro, oppure impegnare le sue risorse in una vera cura per il cancro, o magari invece, risolvere la crisi mondiale trovando d’investire nella realizzazione di una rete idrica e fognaria per i Paesi in necessità.
La pubblicità è un ottimo sistema per far girare i finanziamenti e accrescere il proprio potere di mercato. Supportato dalle nuove alleanze, chissà dove potrebbe arrivare il colosso mondiale della Rete. Qualche anno fa Zuckerberg sognava Snapchat, ora e da agosto, quella stessa piattaforma presenta brevi spot pubblicitari a scomparsa e news che raggiungono ben 27 milioni di visitatori.

Autore | Enrica Bartalotta