2Ieri è iniziato il mese di febbraio, che climaticamente è uno dei più freddi dell’anno in tutt’Italia e in modo particolare al centro/sud dove è molto diffuso il detto ”febbraio febbraietto corto e maledetto“. Ma una delle credenze meteo più importanti del mese è legata alla candelora, che era una festa pagana antichissima che a Roma si celebrava tra il 15 e il 18 del mese. Il culmine della festa era la februatio (da cui deriva il nome febbraio), cioè la “purificazione” della città dagli influssi dei demoni. Le donne giravano con ceri e fiaccole accese, come simbolo di luce e benevolenza divina. Il cristianesimo, poi, si appropriò della februatio, convertendola nella festa della Purificazione della Madonna e spostando la data al 2 febbraio. Uno dei proverbi più famosi in tutta Italia recita così: per la Candelora, se nevica o se plora, dell’inverno siamo fora, ma se c’è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno. Il detto ha poi infinte varianti, ma il fattore comune è che non c’è relazione statisticamente significativa con l’andamento reale della stagione.

Oggi, quindi, è il giorno della Candelora: una festa in cui la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù, giorno in cui si benedicono le candele, simbolo di Cristo e “luce per illuminare le genti“, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi. Intorno a questa data, come anche per molte altre, la nostra tradizione storica e popolare ci ha tramandato una serie di detti e proverbi tra cui il più noto è “Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora“, un antico proverbio popolare riferito al rituale della Candelora, introdotto dal patriarca di Roma Gelasio intorno all’anno 474 d.C., in sostituzione della cerimonia pagana dei Lupercali, dalla quale ha assunto qualche ispirazione procedurale. Il proverbio è legato anche al clima e allo scorrere delle stagioni.

Nella ruota dell’anno, la Candelora è una sorta di porta tra l’inverno, oramai al suo declino, e l’imminente primavera, almeno nell’Italia centro/settentrionale. È il periodo adatto ai riti propiziatori per attirare fecondità e fertilità, riti che saranno determinanti per l’annata agricola che sta per cominciare. Questo passaggio contrassegna simbolicamente il transito dal “periodo oscuro” del calendario indoeuropeo contrassegnato dal freddo, dal buio e dalla morte dell’inverno verso il rinnovamento del cosmo che magnificamente si esprime con la primavera.
Le origini della Candelora vanno ricercate nelle antiche celebrazioni italiche, legate soprattutto alle divinità romane. Nella Roma antica il mese di febbraio era un momento contrassegnato dal caos, dal rimescolamento tra vecchio e nuovo e non a caso è ancora oggi legato al Carnevale, la festa celebrativa della confusione e del ribaltamento delle regole. Macrobio sosteneva che la parola latina februarius fosse connessa ai riti purificatori. Februare infatti significa purificare, espiare.

 
Peppe Caridi