orticaria_galleryL’orticaria è una delle malattie cutanee che desta maggiore preoccupazione per via della sua improvvisa comparsa.

SINTOMI: Si tratta di una malattia della pelle molto frequente, caratterizzata dalla presenza di pomfi, eruzioni rosse e pruriginose di diverse forme e dimensioni, di pochi millimetri o diversi centimetri di diametro che si presentano in forma rotonda oppure sotto forma di anelli e chiazze di grandi dimensioni. Possono comparire ovunque sul corpo, dal tronco, alle braccia, alle gambe; scomparendo più o meno rapidamente per poi ricomparire, a pousees, accompagnati dal prurito, in diverse sedi corporee. Probabilmente, l’orticaria è l’unica malattia della pelle per la quale è possibile fare una diagnosi telefonica a distanza, di fronte al racconto di elementi pruriginosi che scompaiono e ricompaiono.

ORTICARIA 4Un focolaio che sembra impressionante ed allarmante, apparso al mattino, può sparire entro mezzogiorno, per poi essere di nuovo in piena forza nel corso della giornata. In alcuni casi, su palpebre, padiglioni auricolari, scroto, mani, piedi; insieme ai pomfi dell’orticaria può coesistere un gonfiore anche forte dei tessuti (angioedema) che è poco pruriginoso o non lo è per niente, ma talvolta doloroso. In base alla durata della malattia, esistono due forme principali di orticaria: quella acuta, che persiste per un periodo inferiore alle 6 settimane, con episodi sporadici e non recidivi, quella cronica, in cui le gettate di pomfi pruriginosi si ripetono oltre le 6 settimane.

ORTICARIA 1CAUSE: L’orticaria acuta è spesso dovuta ad un’allergia ai cibi (pesci, frutti di mare, noccioline, fragole, spezie ecc.) , a conservanti e coloranti alimentari, a pollini o polvere, a farmaci (es. antibiotici, antinfiammatori, vaccini e anestetici). Può essere provocata da parassiti intestinali (ascaridi e ossiuri),punture d’insetti, irritazioni da tessuti (seta, lana) o coloranti. Infine troviamo le orticarie acute da sforzo, da stress e da cause fisiche (caldo, freddo, pressione, vibrazioni, acqua, raggi ultravioletti). L’orticaria cronica, invece, nel 60 % dei casi è una malattia autoimmune, ossia causata dalla formazione di anticorpi diretti contro la propria pelle. Ciò provoca come reazione la liberazione di sostanze urticanti che causano i sintomi cronici. Tra le altre cause di orticaria cronica: le malattie del connettivo (es. il lupus eritematoso o la sclerodermia), in cui ai sintomi cutanei si associano dolori articolari, febbre, o disturbi respiratori e digestivi.

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DIAGNOSI: Per una corretta diagnosi é necessario, in primis, analizzare la storia del paziente. L’anamnesi può riguardare l’analisi dell’ambiente lavorativo, dello stile alimentare, l’assunzione di farmaci e le caratteristiche cliniche (episodi nel tempo, durata degli arrossamenti, angioedemi associati e sintomi). Per una diagnosi approfondita, vanno prescritti esami clinici di tipo ematochimico, urine e ricerca di parassiti. Possono essere effettuati esami non invasivi mediante un dermografometro con una punta arrotondata che, strisciata sulla pelle, fa partire il test. Per l’orticaria da “freddo” si fa entrare un cubetto di ghiaccio con l’avambraccio. Stesso procedimento per il test a caldo, dove la grandezza fisica è costituita da acqua ad alte temperature (50 gradi circa). Per i test da sforzo e da pressione, i mezzi utilizzati sono cyclette e pesi da 1 kg circa da applicare per una durata di tempo prestabilita pari a circa 20 minuti. Per l’orticaria solare si viene esposti a particolari lampade. I test allergometrici per pollini, alimenti, derivati epidermici, funghi e allergie di nuova introduzione, lattice ecc., con relative reazioni crociate, devono essere attentamente valutate dallo specialista. Normalmente, non è necessaria alcuna terapia e la sintomatologia scompare spontaneamente nel giro di poche ore.

ORTICARIA 3CURA: Per calmare prurito e bruciore e contrastare l’eruzione, possono essere necessarifarmaci antistaminici, utili anche per prevenire una successiva ricaduta; mentre ifarmaci corticosteroidei per via orale vengono usati solo nei casi più gravi. Il problema va risolto alla base, individuando l’allergene responsabile ed evitando di entrarci in contatto. Se la causa non è molto chiara o si hanno dubbi, se si ritiene che sia un alimento, va osservata una dieta leggera, escludendo i cibi maggiormente indiziati per 5-6 giorni. Se la situazione persiste nel tempo, va stabilita una terapia di desensibilizzazione.

Caterina Lenti

Meteoweb