010101Riscoprire e valorizzare il palcoscenico a cielo aperto in cui il Val di Noto è immerso. È questo lo spirito che ha animato la creazione del docufilm "Divorzio all'italiana – Ispica da Oscar".
 
Il docufilm è il resoconto audio-visivo della rievocazione teatrale del film "Divorzio all'italiana", diretta dal regista Ruben Ricca, evento di punta dell'omonima manifestazione di grande impatto turistico-culturale e completamente finanziata da privati, che si è svolta il 26-27-28 luglio 2013 nella cittadina ragusana, in occasione del cinquantenario dalla vittoria dell'Oscar di "Divorzio all'italiana", per la regia di Pietro Germi, girato in larga parte a Ispica, oltre che ad Adrano e a Ragusa nei primi anni Sessanta.
 
Aneddoti divertenti raccontati da chi, quella celebre pellicola, premiata anche al Festival di Cannes come miglior commedia nel 1962, l'ha vista nascere e crescere. Si va, solo per citarne alcune, dalla testimonianza del dott. Bruno, dentista che curò Pietro Germi durante le riprese, a quella del giornalista Giovanni Pluchino, che "fa il piedino" alla Sandrelli nella scena finale del film e che compare anche nelle locandine distribuite all'estero di "Divorzio all'italiana". E ancora i ricordi di Giovannella Spina, una delle figuranti speciali nella celebre sequenza del funerale.
 
Il progetto deriva dall’intuizione di poter promuovere l’immagine di Ispica quale location di un film conosciuto in tutto il mondo, vincitore di un Oscar e, conseguentemente, poter trarre benefici attraverso futuri sviluppi legati al cineturismo, ossia quel flusso turistico legato ai set di film e fiction, che si stima abbia mosso nel 2010 qualcosa come 100 milioni di persone nel mondo con un indotto di circa 80 miliardi di euro. 
 
Ispica e tutto il Val di Noto hanno le potenzialità per attrarre una moltitudine di visitatori per le sue bellezze naturali e artistiche. A questo aggiungiamo un fattore sin qui sottovalutato e cioè l’essere stata location di svariati film, quali, oltre al già citato Divorzio all’italiana, Kaos dei fratelli Taviani, Il viaggio di Vittorio De Sica e anche del famoso Commissario Montalbano. Un incremento di presenze legate al cineturismo comporta un grosso ritorno non solo d’immagine, ma anche economico per la comunità: più lavoro per le strutture ricettive esistenti e la nascita di nuove, un aumento della domanda di servizi che può portare alla creazione di nuove professionalità e ricadute positive sugli esercenti commerciali.
 
Chissà che non sia la volta buona! Che non sia davvero giunto il tempo in cui la bellezza, l’arte possano salvare il nostro tanto amato Sud e, insieme a esso, tutta l’Italia: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore” Peppino Impastato.
 
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