Paese che vai, usanza – o meglio piatto – che trovi: più che un proverbio, in Sicilia è una regola. Ogni paese in giro per i 9 capoluoghi di provincia dell’Isola ha, ovviamente, le sue tradizioni, le sue feste, i suoi comandamenti e, soprattutto i suoi piatti. Oggi ci fermiamo a Torretta, in provincia di Palermo, dove ogni 19 marzo ha luogo la sagra dei Virgineddi di Torretta, pietanza della tradizione locale, che viene preparata in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giuseppe.

San Giuseppe e i Virgineddi di Torretta

Torretta è un piccolo Comune di circa 3000 abitanti che dista solo 18 Km dal capoluogo Palermo. Proprio in occasione dei festeggiamenti di San Giuseppe, ogni 19 marzo, la Pro Loco, con l’aiuto degli anziani del paese, custodi delle antiche conoscenze, distribuisce a tutta la popolazione i Virgineddi di Torretta (così chiamati per ricordare i bambini che si recavano alla festa del Santo vestiti di bianco), detti anche “tagghiarini” o “setti pitanzi”. Così è possibile riassaporare un antico piatto della tradizione popolare, preparato con un mix di 7 ingredienti tra legumi e verdure (da cui il nome “setti pitanzi”), che condiscono ottima pasta fresca fatta in casa (i “tagghiarini”)

I Virgineddi di Torretta: la ricetta

Preparare i Virgineddi di Torretta è facile, ma è necessario un po' di tempo (in occasione della festa, la preparazione comincia circa tre giorni prima). Il piatto, come detto precedentemente, è formato da 7 diversi ingredienti: 3 diversi legumi (fagioli, lenticchie, ceci), e 4 tipi di verdure (broccoli, cavoli, finocchietto selvatico, e borragine). Per prepararlo è sufficiente cucinare le verdure con del riso (per evitare che si attacchino al fondo) e, a parte, i legumi con carote, sedano, e cipolla. Quando le verdure arrivano a metà cottura si aggiunge la pasta fresca ( i “tagghiarini”), che cuoce in pochissimo tempo. A questo punto bisogna aggiungere i legumi, condire con olio d’oliva e pepe, e i Virgineddi di Torretta sono pronti per essere gustati.