femminiliIn un momento storico come quello attuale, in cui la donna ha conquistato il suo spazio, ritagliandosi una vita sociale, un lavoro, riuscendo a imporre la propria personalità, il proprio pensiero, spesso ricoprendo egregiamente anche le più alte cariche istituzionali, rimangono profonde e silenti delle zone d'ombra.

Tante, troppe non riescono ancora ad alzare il capo e per terrore, vergogna o sudditanza psicologica, sono succubi e schiave di uomini senza scrupoli, esseri violenti e brutali in grado di soggiogare donne fragili che accettano soffrendo il loro volere. Donne che vivono nella paura di vedere il giorno nascere e temono il giorno che muore, donne alle quali tutto viene negato, persino la gioia di amare e di essere felicemente madri.

Quando mai finirà tutto questo?

Sicuramente non sarà un libro, un documentario, un’inchiesta, una fiaccolata né una mostra a dare una svolta significativa a tale scempio, ma perché non provarci?

Ed è questo che desidera fare Vincenzo Raimondo, che con i suoi disegni ha messo in evidenza la bellezza femminile non come oggetto di piacere fisico ma come rappresentazione dell’amore, valore eterno della femminilità creatrice di vita. I gesti violenti lasciano il passo in questi disegni a gesti d'amore, di passione e di contenimento, compiuti da mani calde, che sorreggono, avvolgo e proteggono esseri delicati. 

Con i suoi lavori Vincenzo Raimondo ha voluto suscitare maggiore interesse nella società e nelle istituzioni verso una realtà a cui troppo spesso si pensa solo dopo epiloghi funesti, mentre è necessario prevenire questi episodi violenti, prendendo per mano queste donne e accompagnandole ad una ad una, sino a farle uscire dal tunnel buio e pericoloso dove giacciono inerti, incoraggiandole ad alzare il capo e a chiedere, senza vergogna e senza paura, appoggio e sostegno.

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