010101A distanza di un anno dalla rapina violenta di cui era stato vittima, il 14 maggio del 2013 un noto professionista palermitano, la Polizia ha arrestato i quattro presunti autori. A ‘tradirli’ e’ stato l’uso del telefono cellulare della vittima usato subito dopo la rapina da uno dei malviventi. In carcere sono finiti, su ordine del gip Luigi Petrucci, Gaspare Lo Giudice di 36 anni, Emanuele D’Alessandro di 33 anni, Giuseppe D’Alessandro di 22 anni e Diego Calandra di 32 anni. Esattamente un anno fa il professionista, dopo avere trascorso un pomeriggio di lavoro, fece ritorno a casa stava per cenare quando fu attirato poco fuori dall’uscio dell’appartamento con una scusa. “Il pretesto consenti’ ad una banda, composta da quattro malviventi, di fare ingresso nell’appartamento dove fu trascinata la stessa vittima – raccontanto gli investigatori – Con nastro adesivo ed una sciarpa trovata in casa, i quattro immobilizzarono la vittima, rischiando anche di soffocarla”. All’uomo venne anche puntata una pistola al collo. I malviventi fecero letteralmente razzia di quadri, monili ed oggetti di antiquariato, sommando alla fine un bottino del valore superiore ai centomila euro. Le indagini dei poliziotti, sin dalle prime battute, si orientarono sul telefonino della vittima, portato via insieme al resto della refurtiva. “I malviventi commisero un’ingenuita’ che, alla fine, gli e’ costata cara: utilizzarono l’apparecchio telefonico della vittima, seppur soltanto nelle fasi immediatamente successive alla rapina”, spiegano gli investigatori . Attraverso una certosina attivita’ di ricostruzione, i poliziotti, nel corso dei mesi, sono riusciti a dare un nome ed un volto ai fruitori dell’apparecchio telefonico ed ai destinatari delle chiamate. Ipotizzata, seppur con ragionevole certezza, la rete dei componenti della banda, attraverso l’esame del traffico telefonico, e’ stato possibile riscontrare la presenza di tutti e quattro nel luogo della rapina e verificarne il silenzio telefonico durante la consumazione della stessa. Attraverso la mappatura delle celle impegnate dal cellulare rubato si e’ invece ricostruito il percorso di fuga dei malviventi, alcuni dei quali si sono occupati di condurre al riparo la refurtiva in un magazzino dello “Zen 2”, quartiere di residenza di tutti e quattro. Una perquisizione effettuata nel domicilio del Calandra ha permesso, inoltre, di rinvenire un passamontagna ed una pistola, plausibilmente gli stessi utilizzati durante la rapina. Giuseppe D’Alessandro e’ stato raggiunto dai poliziotti nella sua abitazione di via Agesia di Siracusa dalla quale ha tentato una rocambolesca fuga. Il malvivente, quando ha sentito suonare la Polizia, ha tentato di allontanarsi sui tetti dei padiglioni del popoloso quartiere, ma e’ stato raggiunto ed ammanettato dagli agenti. A Lo Giudice il provvedimento restrittivo e’ stato notificato presso il suo domicilio dove si trovava ristretto in custodia cautelare domiciliare per altra causa.

F.F.
Strettoweb