Si dichiarano pronti a scendere in piazza e dicono no all'installazione dei nuovi radar militari a Lampedusa. Rimane alta la preoccupazione tra gli abitanti dell'isola, dopo la diffusione della notizia, pubblicata originariamente su L'Espresso, relativa all'installazione di due nuovi sistemi: a creare i dubbi maggiori, i potenziali rischi per la salute.

I due nuovi radar militari a Lamedusa sono un sistema avanzata di "WiMAX" – Fadr (tecnologia in grado di realizzare connessioni internet senza fili ad alta velocità) ed un sistema che verrà messo a disposizione della rete costiera di difesa per la Marina Militare. Il primo dei due fa partre di un contratto che la seconda divisione di Teledife, direzione generale delle Telecomunicazioni dell'Informatica e delle Tecnologie Avanzate del ministero della Difesa, ha siglato con il gruppo di Finmeccanica, per un valore di oltre 260 milioni di euro.

Difficile che l'installazione dei nuovi radar militari a Lampedusa passasse inosservata: l'ex presidente del Consiglio Comunale di Lampedusa e Linosa, Andrea Montana, ha precisato che il sindaco Giusi Nicolini non ha informato il Consiglio comunale, nonostante abbia partecipato al tavolo tecnico con le forze armate. Proprio Montana ha già richiesto tutta la documentazione riguardante i radar ed ha inviato l'incartamento ad un docente di ingegneria elettronica dell'Università di Pisa, per fare chiarezza sui rischi dei sistemi in questione.