01‘U piscispata a gghiotta’ è un piatto tipico siciliano e calabrese, appartenente alla lista dei prodotti tradizionali italiani stilata dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

In Calabria il pesce spada viene definito come “il pinocchio della Costa Viola”, per la prelibatezza delle sue carni ma anche per la pesca con la ‘spatara’, ovvero il rituale di pesca del pesce spada, che caratterizza soprattutto la costa occupata dalla provincia di Reggio Calabria. Da non confondere con quella a ‘spadara’, dichiarato illegale da una risoluzione ONU del 1989, in quanto in grado di pesanti ripercussioni sull’ecosistema marino. La spadara è infatti una rete lunghissima in nylon robusto (può raggiungere anche i 20 chilometri) dalle maglie larghe. Viene gettata in mare e lasciata alla deriva per pescare pesci di grandi dimensioni, come il tonno e il pesce spada (da cui prende il nome), di cui lo Stretto di Messina è ricco. Queste reti, essendo così lunghe, sono infatti in grado di catturare anche pesci non destinati al commercio, perché troppo giovani, e specie ittiche non commestibili come tartarughe marini e delfini, che finendo nelle ‘spadare’ muoiono.

Presso Bagnara Calabra e nei pressi di Messina, nelle zone di Torre Faro e Ganzirri, rimangono invece attive le Passarelle, o Feluche (chiamate anche Spatare), imbarcazioni tradizionali, il cui equipaggio è composto da un timoniere, dal fiocinatore e da un avvistatore. L’avvistatore si pone in equilibrio sull’alto pennone per avvisare il fiocinatore della presenza di pesce spada. A quel punto, dall’imbarcazione fuoriesce la ‘passerella’, un pontile metallico atto ad aiutare il fiocinatore nella cattura della preda.
La pesca del pesce spada ha origini antichissime; dai numerosi reperti ritrovati nella zona dello Stretto, sotto la rupe di Scilla, è stato possibile dedurre che fosse una pratica addirittura in voga nel periodo preistorico, fra il XVII e il XV secolo a.C.

Il pescespada può essere cucinato in diversi modi, ma in Sicilia viene conosciuto con la ricetta ‘alla siciliana’, ovvero in umido con melanzane e olive verdi, o come ingrediente base di gustosissimi involtini con pinoli, pangrattato e uvetta; ma la specialità è sicuramente ‘la ghiotta’: una zuppa di pesce realizzata con guazzetto di pomodoro, cipolla, aglio, patate, capperi e olive bianche, tipica dell’area messinese e reggina; viene anche preparata con lo stoccafisso e viene gustata in accompagnamento a del pane casereccio. Il sugo può essere anche messo da parte e usato successivamente come condimento di una pasta lunga; si dice che il piatto abbia origini arabe, e viene normalmente preparato in occasione del Natale. Nel trapanese invece, la ghiotta è un brodetto di pesce misto (tra cui pesce San Pietro, scorfano rosso e anguilla) crostacei e cozze, che viene normalmente preparato per il couscous; particolarmente aromatico in quanto condito con diverse spezie ed erbe, è il piatto tipico della zona. Al pescespada viene dedicata una sagra, ogni seconda domenica di luglio, nella zona di Bagnara Calabra, e in agosto a Scilla.

Autore | Enrica Bartalotta

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