01Castello a Mare è una fortezza sita nella parte Nord del porto di Palermo. Costruita nel IX secolo, fu il baluardo difensivo più importante della città, fino al XX secolo.

Castellammare è una architettura arabo-normanna composta da una cinta muraria quadrangolare, da un mastio, da una chiesa, e da ulteriori strutture appartenenti a epoche diverse. Il primo a parlarne fu Ugone Falcando nel 1154-1169 nel suo “Liber de Regno Siciliae”.
La pianta dell’imponente struttura venne più volte rimaneggiata, per far fronte alle diverse esigenze dei regnanti che ivi succedettero.

Nel 1272, il castello figura nello Statutum Castrorum, la lista dei castelli regi di Sicilia, come uno dei 18 manieri Ultra Salsum.
Nel XVI secolo, il castello divenne residenza del viceré di Sicilia, poi sede siciliana del Tribunale dell'Inquisizione; è al Cinquecento infatti che si deve l’edificazione della chiesetta intra le mura, sulle fondamenta di una moschea araba: Santa Maria di Piedigrotta fu realizzata da Roberto il Guiscardo; era una semplice struttura a navata unica, con cappelle laterali e un piccolo campanile nella parte posteriore.
Con l’avvento dell’artiglieria, il maniero fu nuovamente ampliato e modificato, per esigenze difensive, durante tutto il corso del Settecento.

In età borbonica, fu uno dei punti di difesa degli insurrezionalisti del 1860.
Dopo i numerosi restauri che lo interessarono fino al Regno di Francesco I, il maniero venne distrutto nel 1923 per volere dello Stato. In seguito, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale lo demolirono ulteriormente. Nel 2009, nell’ambito degli scavi avviati tre anni prima in piazza XIII Vittime, il castello venne restaurato e inserito nell’area Parco archeologico del Castellammare, volta alla riqualificazione della struttura.

Fino al 1923, la pianta era composta dalla cinta muraria e dalla Cappella della Bagnara, d’epoca normanna, dedicata a San Giovanni Battista e costruita a ridosso della Cala. Successivamente vennero aggiunti i bastioni dell’ingresso (Quattrocento), ad opera di Ferdinando d’Aragona, e un palazzetto rinascimentale che purtroppo non scampò ai lavori di distruzione; la chiesetta cinquecentesca, le due torri esagonali, e strutture e fabbriche di fattura più recente.

Degli antichi edifici oggi rimane visibile parte della torre maestra di origine normanna, la torre cilindrica del XV secolo, insieme ai resti del baluardo di San Giorgio voluto dall’Imperatore Carlo V, il bastione di San Pietro, e il corpo d'ingresso con la Porta Aragonese; il fossato è stato svuotato nell’ambito dei lavori di restauro, per essere convertito in ambientazione per eventi e incontri culturali. Qui morì il poeta siciliano Antonio Veneziano, nel 1593.

Autore | Enrica Bartalotta