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La pioggia vulcanica, proveniente dall’Etna, durata quaranta minuti ha danneggiato serre florovivaistiche e piantagioni di molti comuni del catanese. La cenere del vulcano etneo, è piovuta a seguito dell’attività stromboliana, invadendo terrazze e balconi, la cui quantità ha raggiunto i sette chili a metro quadro.

Ora si teme che la situazione possa peggiorare a causa delle perturbazioni metereologiche che arriveranno sull’isola e che potrebbero rendere difficilmente transitabili le strade. Le precipitazioni, registratesi tra le 10 e le 11, stanno mettendo a repentaglio l’economia agricola dei comuni etnei di Piedimonte Etneo, Calatabiano e Fiumefreddo, oltre ai danni causati ai cittadini comuni che, per via del manto fitto e nero, non riescono a circolare con le auto.

Il sindaco di Piedimonte, Ignazio Puglisi, ha allertato la Protezione civile ed anche le associazioni di agricoltori si sono mobilitate, avviando i primi contatti con l'assessorato regionale all'Agricoltura. Intanto, il Dipartimento della Protezione civile ha inviato al sindaco di Catania Enzo Bianco un avviso di variazione di livello di allerta riguardo al rischio vulcanico.

Al momento la situazione è costantemente monitorata per comprendere se possa verificarsi una caduta di cenere vulcanica anche sulle strade della città di Catania.