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Ecco perché il Ponte Calatrasi viene chiamato Ponte del Diavolo

A sentirlo chiamare con il suo nome suscita una generica curiosità, ma quando il Ponte Calatrasi assume l’appellativo di Ponte del Diavolo, si avvolge con un alone di mistero, che attira subito l’attenzione. Questo luogo, che si trova nel territorio di Roccamena (Palermo) è legato a numerose leggende.

Anzitutto bisogna dire che il ponte, datato 1162, è uno degli esempi meglio conservati dell’architettura saracena della zona. Ha una semplice arcata a sesto acuto e una doppia ghiera, con un assetto a schiena d’asino.

Il Ponte di Calatrasi nella foto di Vito Balsamo

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Il ponte permette il passaggio sul fiume e l’arrivo al vecchio mulino, che in passato era frequentato dagli abitanti di Roccamena. Leggenda vuole che l’abbiano costruito gli spiriti, chiamati Fati: poiché lo costruirono in una notte, non riuscirono a fare anche le ringhiere. In più occasioni gli abitanti hanno cercato di alzare parapetti, ma in ogni occasione i fati o, secondo altri, i diavoli, li hanno abbattuti.

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A breve distanza si trova il castello di Maranfusa, ma di esso rimangono solo delle rovine. Fu costruito in epoca araba e se ne parla nel libro di Ruggero del geografo Idrisi. Se volete andare a dare un’occhiata al ponte, dovete percorrere la strada statale 624, Palermo-Sciacca, fino all’uscita “Ponte Calatrasi”.

Redazione