01Nel periodo Romano, la Sicilia era organizzata in 2 centri amministrativi chiamati sedi di Questura, che corrispondevano alle città di Siracusa e di Lilibeo (l'odierna Marsala).
Nel periodo arabo i centri amministrativi divennero 3 e assunsero la denominazione di ‘Valli’.

Vi era il Vallo di Mazara, con capoluogo Mazara e successivamente Palermo, il Vallo di Noto, con capoluogo Noto e poi Catania, il Vallo di Demone con capoluogo Messina. I tre Valli comprendevano e suddividevano l’Isola in tre aree specifiche, spartendosi l’intera superficie ma convergendo al centro, presso il Monte Altesina.
Il Vallo più esteso era quello di Mazara, che comprendeva, oltre al comune omonimo e al territorio sui cui si estendeva Palermo, tutta un’area compresa tra Capo Lilibeo fino alla sponda destra del fiume Salso; 11.000 km2 in cui erano incluse anche le città di Trapani, Agrigento, Sciacca ed Erice.
Il Vallo di Noto, occupava tutta la zona sud-orientale, e cioè dalla riva sinistra del fiume Salso fino a Capo Passero; nella sua superficie di ben 9.000 km2, erano dunque incluse le città di Catania, Caltagirone, Piazza Amerina e l’odierna Enna. Sotto il Vallo cadeva anche la Contea di Modica, uno dei feudi più importanti del Meridione, una sorta di zona ‘a statuto speciale’, che godeva di diversi privilegi. Istituito intorno alla fine del Duecento, sotto di essa ricadevano gli attuali comuni di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Ispica e Pozzallo.
Sotto il Vallo di Demone ricadeva invece tutta la zona settentrionale dell'Isola, che comprendeva ad esempio le città di Nicosia e Taormina, Messina e Cefalù.

Tale divisione, continuò ad essere utilizzata anche dai Normanni, che l’arricchirono istituendo Il Parlamento del Regno di Sicilia, il più antico del mondo dopo l'Alting dell’Isola di Man. La prima riunione del Parlamento venne convocata da Ruggero I di Sicilia e si ebbe a Mazara, nel 1097. Il Parlamento era costituito da 3 rami: il Feudale, che comprendeva i 56 Nobili che governavano contee e baronie, L'ecclesiastico, che includeva 63 tra Arcivescovi, Vescovi, Abati e Archimandriti, il Demaniale, che era costituito dalle 42 città demaniali che costituivano i Valli e facevano capo direttamente al Re. Il primo parlamento d’Italia aveva solo funzione consultiva, non normativa (a differenza di quello islandese e faroese), e di ratifica delle azioni del Re, soprattutto per ciò che concerneva gli argomenti di interesse economico e estero; i deputati venivano scelti fra i nobili più potenti dell’epoca, ma fu solo nel 1130, con la convocazione delle Curiae generales da parte di Ruggero II, che il Parlamento iniziò a partecipare alla vita sociale del Regno, come organo preposto alla percezione delle funzioni normative predisposte dal Re.

Autore | Enrica Bartalotta