Mentre si contano ancora le vittime in seguito agli spaventosi attentati di Bruxelles, emerge una sconcertante notizia che riguarda la Sicilia da vicino: un giovane siriano – secondo quanto riportato dal Corriere di Ragusa – è sbarcato a Pozzallo con un documento da mostrare ai "Fratelli della Jihad" all'estero, per ottenere protezione e sostegno finanziario in nome dell'Isis. Gli investigatori lo hanno scoperto lo scorso dicembre al porto di Pozzallo, ma la notizia è stata diffusa soltanto adesso.

Una sorta di documento dell'Isis è stato sequestrato al siriano di 21 anni, sbarcato dopo una dei tanti viaggi della speranza. Nel documento era scritto: «Vi informiamo che il nominato fratello ha partecipato al corso di redenzione e lo ha superato con livello buono. Pertanto abbiamo rilasciato questo titolo». In calce un timbro dello Stato del Califfo, con validità 3 mesi. 

In un sacco a pelo il giovane aveva anche 9 telefonini, in cui sono stati trovati video e foto inequivocabili: le immagini lo ritraggono con fucili da guerra o in compagnia di altri combattenti o, ancora, mentre addestra bambini o li mutila brutalmente. 

Secondo gli inquirenti, il documento attesterebbe l'appartenenza allo Stato Islamico. Il siriano avrebbe così certificato di aver «Acquisito in patria lo status di miliziano indottrinato, conquistandosi così il diritto di andare o tornare, in Europa, per un periodo di tempo limitato per svolgere la sua missione per contro dei 'Fratelli jihadisti'». Sullo sviluppo delle indagini viene mantenuto il più fitto riserbo.