ImmagineImmagine1Immagine2È arrivata alla sua 25esima edizione la nota classifica del “Sole 24 Ore” che ci fa conoscere le provincie in cui è meglio vivere. Una ricerca che per l’ennesima volta conferma il divario tra Nord e Sud e la vittoria delle piccole e medie provincie.

Quest’anno tutti a Ravenna dunque! Che per due punti supera la vincitrice dello scorso anno, Trento, che comune continua a starle col fiato sul collo, a soli due punti di distanza.
Sono molti i parametri presi in considerazione dalla nota testata giornalistica, e sono volti non solo a sottolineare i punti di forza delle provincie in classifica, ma anche le migliorie apportabili.

La provincia di Ravenna ha dunque fatto un balzo in avanti di ben cinque posizioni, quest’anno, ed è tutto merito dei suoi servizi. Qui, si trova infatti un numero di asili pari al doppio rispetto alla popolazione, popolazione che oltretutto esiste in un ottimo rapporto: 121 giovani al di sotto dei 15 anni contro 87 over 65.

Ma le stellette che Ravenna può appuntarsi sulla giubba non sono finite: buono anche il discorso occupazionale, 67 è la percentuale tra impieghi e depositi, e buono anche il tasso di emigrazione dagli ospedali, che è solo al 3% a fronte di una media di 9%. In compenso, Ravenna si è beccata una tirata d’orecchie sul fronte sicurezza: un problema che affligge molte altre provincie del Nord, dove invece spicca, positivamente, Agrigento.

La provincia siciliana dove si trova la Valle dei Templi, è scesa drammaticamente di 11 posizioni, fino all’ultimo posto in classifica, il 107esimo; prima di lei Reggio Calabria, e tutte le altre provincie siciliane. In provincia di Agrigento non funzionano invece gli affari, non buono è il tasso di occupazione dei suoi abitanti, e nemmeno i servizi sono all’altezza di ciò che dovrebbero.

Ma l’agrigentino ha pur qualcosa di buono e bello da festeggiare, ed è la parte che riguarda il tenore di vita: bassi i costi, soprattutto della casa, basso il tasso di divorzi, che sono 36 su una media nazionale di 56 che prende in considerazione anche le separazioni.
In generale la Sicilia non è messa bene: assieme a Puglia e Calabria guadagna la parte bassa della classifica.

La prima provincia a fare capolino è Ragusa, in 75esima posizione. Dall’anno scorso, il ragusano ha guadagnato ben nove posizioni: un risultato che forse ha anche fare con gli ottimi risultati messi a segno nell’agricoltura e nel turismo nel corso del 2014. Segue Siracusa, anch’essa in salita, intervallata da medie e grandi realtà della Basilicata e della Campania. Palermo è solo 95esima assieme a Messina, a pochi punti da Napoli, che lo scorso anno si trovava al posto di Agrigento.

Ancora una volta si confermano dunque efficienti le piccole-medie provincie; soprattutto del Centro-Nord. L’Emilia-Romagna in particolare, tiene botta. D’altronde Ravenna è sempre stata vicina alle prime posizioni, e i dati di quest’anno confermano che finalmente qualcosa è stato fatto per cambiare la situazione. Non male anche le grandi provincie: Milano è in ottava posizione e Roma in 12esima: con un balzo in avanti di 2 per la prima e 8 per la seconda.

Subito dopo, ma ancora nella parte alta, ecco entrare in classifica le provincie Toscane; il Centro è anche ben rappresentato da Perugia, mentre il Sud solo dalla Sardegna. Unico problema? La sicurezza. Al Nord sono aumentate le denunce per furto, borseggi e rapine. Non male invece l’economia, considerando il periodo storico.

Autore | Enrica Bartalotta