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Due rapinatori palermitani in trasferta nel Modenese. Per incastrarli ci sono voluti 10 mesi di indagini. Uno dei due era entrato in banca fingendosi un normale cliente per poi estrarre un cutter e minacciare il cassiere di aprire le porte per far entrare il complice. I due avevano ripulito le casse, per la precisione di 52 mila euro, con schiaffi e pugni uno dei dipendenti senza alcun motivo.

Una testimone aveva assistito alla scena dalla strada e coraggiosamente si era messa all'inseguimento dei due, che tuttavia erano riusciti a fuggire di corsa, facendo perdere le proprie tracce. L'indagine era quindi passata alla polizia, che nei mesi successivi ha messo in campo ogni mezzo per identificare i malviventi, partendo ovviamente dai filmati delle telecamere dell'istituto di credito.

La svolta è arrivata il 15 febbraio quando un rapinatore è stato arrestato a Firenze dopo un colpo a una filiale Monte dei Paschi. I capelli rossi e le lentiggini sul viso non hanno lasciato dubbi agli investigatori modenesi, che hanno ricollegato il volto dell'arrestato a quello del bandito di San Cesario sul Panaro. Da lì le indagini si sono intensificate, identificando il secondo uomo che aveva agito a volto travisato e ricostruendo l'esatta attività dei due grazie al monitoraggio della targa della loro auto e delle loro schede telefoniche, che hanno confermato i loro spostamenti e la loro presenza a San Cesario.

In manette sono finiti un 19enne e un 31enne, entrambi palermitani e pluripregiudicati. Entrambi erano stati arrestati successivamente al colpo di San Cesario; uno era evaso dai domiciliari successivamente all'arresto di Firenze, per poi riconsegnarsi alle forze dell'ordine, mentre l'altro era stato preso dopo una rapina fallita nel Bolognese. Nei guai sono finiti anche due cittadini residenti a San Cesario ma originari di Palermo, incensurati, che nella notte prima del crimine avevano ospitato i rapinatori nella loro abitazione: i due sono indagati per favoreggiamento.