“La sfida di Olga” è il titolo del nuovo romanzo di Calogero Morreale. In corso di stampa, uscirà nei prossimi giorni. Insegnante di Lettere e Filosofia in pensione, Morreale è un ottantenne di Favara che di recente ha intrapreso pure l’attività di Editore, dopo la giovanile militanza sindacale e politica e il volontariato a favore dei disabili avviato dopo il pensionamento. Insomma, per l’arzillo Professore favarese, la quiescenza è equivalsa a uno spostamento di attività e non al senso etimologico del termine che è “riposare”.  Infatti, tra il 2006 e il 2011 ha già pubblicato altri quattro romanzi.

  Questo, “La sfida di Olga”, affronta il tema della disabilità visiva. Edito da CME, è composto da 330 pagine e il suo prezzo di copertina è di € 12,00. In esse l’Autore sonda quale ruolo ha il destino nella vita delle persone e quale invece il proprio nel determinare il corso degli eventi. Certamente Olga, la madre dell’ipovedente Salvuccio, non si arrende al solco tracciato dal destino per il proprio figlio. Con determinazione, ella pretende dalle istituzioni pari opportunità per Salvuccio affinché questi possa realizzare i suoi sogni e uscire dal ristretto solco in cui lo ha relegato un fato crudele. Per l’autodeterminazione di suo figlio però, Olga deve lottare contro le barriere architettoniche e soprattutto contro quelle ancora più solide e quasi inamovibili che provengono da una cultura e una società poco sensibile nei confronti della sofferenza altrui.

  Per una maggiore comprensione del romanzo, si riporta sotto il testo della sua quarta di copertina:     

  <<Il romanzo fa rivivere la storia travagliata di Salvuccio, ipovedente grave con difficoltà aggiuntive. Olga non accetta i limiti imposti al suo bambino da un destino crudele. Men che meno accetta le barriere architettoniche e culturali costruite da una società indifferente.

Conduce Salvuccio per tutti i sentieri di speranza, combatte dentro le istituzioni sanitarie e scolastiche: pretende anche per lui il diritto al sogno. 

Attorno ai protagonisti ruotano molti altri personaggi che sollevano il velo che copre il mondo del non vedente. Questo è come il giardino dell’Eden: nasconde il segreto della vita e dell’essere felici in un mondo diverso. Così un’anima che vede, vale più di mille occhi chiusi dall’insipienza e dall’indifferenza

Dal velato pessimismo, che accompagna le vicende dei personaggi, emergono inaspettati sprazzi di luce: la solidarietà di amici e compagni, la ricchezza interiore nascosta dall'handicap, la luce che sa accendere Fina sul destino di Salvuccio.

L’autore, in questo bel lavoro, fa sua la voglia di Olga e Salvuccio: spezzare le catene, liberare i  sogni>>.

 

Angelo Lo Verme