Evento storico a Paceco, in provincia di Trapani, dove ha riaperto al culto la Chiesa di Maria Santissima del Rosario, conosciuta come Santa Lucia. Costruita nei primi anni del Seicento, fu dichiarata inagibile dopo il terremoto del 1968.

La Chiesa del Rosario di Paceco riapre

La Chiesa del Rosario di Paceco è rimasta chiusa dagli anni Ottanta, ma adesso è tornata ad accogliere i fedeli. Per il restauro è stato utilizzato un finanziamento della Regione di 790mila euro.

L’antico edificio di culto racconta ben quattro secoli di storia. Maria Santissima del Rosario, anche come la chiesa di Santa Lucia, venne costruita nei primi secoli del 1600. Notizie storiche e aneddoti che riguardano la chiesa si ritrovano negli scritti di Alberto Barbata, ex direttore della Biblioteca comunale, e del professor Michele Russo.

I due appassionati ed esperti di storia locale riferiscono  che si tratta di una delle chiese più antiche risalenti ai primi anni della costruzione del borgo da parte dei Fardella-Pacheco. In diverse occasioni, negli scorsi anni, si era sollecitato un intervento per riaprirla e recuperarla.

Le caratteristiche della Chiesa

La chiesa del Rosario di Paceco custodisce una bellissima statua di Santa Lucia.  Come riportato da Alberto Barbata nel volumetto “Salviamo la chiesa del Rosario”, la chiesa fu costruita per volontà della principessa Maria Pacheco, a cui venne intitolato il borgo voluto dal marito Placido Fardella.

Donna Maria Pacheco, nipote del vicerè Villena, durante uno dei suoi viaggi di ritorno dalla Spagna aveva pregato ininterrottamente la Madonna del Rosario, per timore di essere catturata dai corsari turchi. Rimase così devota all’immagine che ancora oggi si trova nell’altare centrale delle chiesa: un gruppo scultoreo in legno, tela e colla, opera d’arte del fiorente artigianato trapanese del XVII secolo.

Oltre la bellissima statua di Santa Lucia, ci sono anche delle immagini di Sant’Alberto e Santa Rita. La peculiarità della chiesa del Rosario, però, è la sua cripta sotterranea, accessibile da due botole laterali. Qui venivano sepolti i confrati della Confraternità del Rosario, soppressa nel 1930. Foto: Andrea Paglieri.

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