Straordinaria frutta siciliana.

Nelle campagne di Paceco, a inizio del mese di giugno, cominciano a vedersi tanti accenni di colore giallo. Quel giallo appartiene a un’eccellenza autenticamente siciliana: il Melone Cartucciaru. Cresce solo in Sicilia e ha una storia straordinaria. Pensate che, per un periodo, era caduto nel dimenticatoio. Grazie alla tenacia degli agricoltori siciliani, però, è stato recuperato e da allora ha vissuto una nuova epoca di splendore. Conosciamolo più da vicino e scopriamo perché è unico.

Cartucciaru di Paceco, bontà siciliana

Il Cartucciaru di Paceco ha una storia antichissima. Si tratta, infatti, di una varietà di melone molto antica, che si coltiva fin dai tempi dell’antica Grecia. Nella Bibbia si legge che la regina di Saba avesse regalato il melone al re Salomone e si narra che Cleopatra fosse solita utilizzare una maschera di bellezza con polvere ottenuta dai semi di melone, zucca e cetriolo. Già in queste epoche il frutto si coltivava in Sicilia. Diodoro Siculo, nel quarto secolo avanti Cristo, lo aveva inserita tra i prodotti eccelsi. Questo passato glorioso ha poi vissuto un periodo di declino: ecco perché.

Negli anni Novanta e Duemila la coltivazione del Melone Cartucciaru di Paceco venne messa di lato, per dare spazio ad alcune varietà più commerciali, in grado di assicurare raccolti abbondanti in tempi ridotti. Grazie alla tenacia dei contadini e all’impegno dell’assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari della Regione Sicilia, però, alcune aziende reintegrarono la coltivazione nei loro poderi. Ottenuta la semente originale da un agricoltore 92enne, uno dei pochi depositari di una tradizione millenaria, i pacecoti sono riusciti a riportare in vita questa coltivazione unica al mondo. E oggi il melone di Paceco trionfa in tavola. Eccone le caratteristiche.

Le caratteristiche del melone di Paceco

Il Cartucciaru è una pianta rustica. Ha una forma allungata, simile a un pallone da rugby, con una polpa bianca e molto succosa, dal sapore dolce. Rende il meglio di sé nella preparazione della granita, per il gelato, ma anche per realizzare i dolci della zona. Si utilizza anche in un liquore molto apprezzato. La semina si effettua a metà aprile. Nei mesi seguenti il paesaggio delle campagne si colora di meloni maturi. Questo frutto appartiene, come il Purceddu d’Alcamo (che è però è verde), il tondo giallo di Fulgatore e il bianco tondo, ai cosiddetti “meloni d’inverno”. Tenendoli in luoghi ventilati e freschi, diventano più dolci con il passare del tempo e si conservano ancora un paio di mesi, alcuni fino a Natale. Sono tutti ottimi frutti da tavola, ma si utilizzano anche per le granite e per il gelato.

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