Come funzionavano i riti siciliani per trovare marito?

  • Anticamente ci si affidava alle preghiere e ai rituali un po’ per tutte le richieste.
  • Quando non si riusciva a trovare consorte, in Sicilia si ricorreva a formule ben precise.
  • Quelle formule ci sono state tramandate dalla tradizione: scopriamole insieme.

Si può trovare marito semplicemente pronunciando una formula? Secondo la saggezza popolare, sì. In Sicilia, le preghiere e gli scongiuri erano diffusissimi (e in alcune aree lo sono ancora). Vi si faceva ricorso praticamente per ogni richiesta. Si recitavano per guarire da una malattia, per propiziare il raccolto, per auspicare fortuna economica e anche per convolare a nozze. I riti siciliani per trovare marito fanno parte della cultura della Sicilia. Un tempo, quando si superava una certa età e si era ancora nubili, era consuetudine fare voti al fine di trovare marito. Esistevano delle vere e proprie preghiere da recitare, per propiziare una grazia e pronunciare il fatidico sì. Tra i rituali, ad esempio, c’era quello di mettere sotto il cuscino della ragazza tre fave. Di queste fave, una doveva essere intera, una appena pizzicata e una del tutto sbucciata. Al risveglio, la giovane ne estraeva una a sorte. Se prendeva quella intera, avrebbe sposato un uomo ricco. Quella pizzicata indicava un uomo né povero né ricco, mentre quella sbucciata – ahinoi – un consorte povero.

Un altro rituale, diffuso nelle province di Enna e Caltanissetta, è quello della Pumidda di San Giovanni. La giovane in cerca di marito morde una mela (pumidda) e poi la lancia in strada. È importante che nessuno la veda: solo così il responso sarà chiaro. Il futuro sposo porterà il nome del primo passante. Volendo, ci si può anche affidare a un rituale con il piombo. Si mette una barretta di piombo sopra il fuoco per farla sciogliere. Il metallo fuso, lasciato cadere nell’acqua di una pentola, raffreddandosi assume forme diverse. L’interprete sa leggere il mestiere del marito che la sorte ha in serbo. Non mancano, poi, i gesti scaramantici. Se si vuole trovare marito, non bisogna mai farsi passare la scopa sopra i piedi quando si spazza né sedersi agli angoli del tavolo.

Preghiere siciliane per trovare marito

Anche i Santi sono da sempre chiamati in aiuto e tra i riti siciliani per trovare marito c’è anche la recita di alcune preghiere, come questa:

“San Pasquale Baylonne
protettore de le donne
mannammello ‘nu marito
janco russo e culurito
ha da esse tale e quale
como a te Santo Pasquale”.

Eccone un’altra, rivolta a Sant’Antonio da Padova.

“Sant’Antoniu miu binignu,
tantu brutta no nun sugnu,
quarchi cosa l’haju aviri,
tu lu sai chi vogghiu diri”.

Il verso “quarchi cosa l’haju aviri” allude alla dote. Dopo aver invocato l’aiuto di Sant’Antonio, si accendeva una candela, aspettando con speranza che qualche baldo giovane arrivasse a chiedere la loro mano.

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