Ritrovato il relitto della nave Endurance, affondata 106 anni fa nelle acque più fredde del pianeta. Si chiude così una pagina di storia, con un’avventura che fu celebrata anche da una canzone di Franco Battiato.

Il relitto della nave Endurance

I droni sottomarini di una spedizione nel mar dell’Antartide hanno ritrovato il relitto dell’imbarcazione dell’esploratore Ernest Shackleton, un eroe che riuscì a portare in salvo il suo equipaggio nonostante il tragico naufragio.

Secondo quanto riferisce il New York Times, ciò che resta della nave Endurance (salpata nel 1914) si trova sul fondo del mare Weddell, a est dell’Antartide. Dopo essere stata schiacciata dai ghiacci, la nave affondò nel 1915. In legno e lunga 144 piedi (circa 44 metri) a tre alberi, fu teatro di una famosissima avventura di sopravvivenza.

L’avventura, che vide protagonista Ernest Shackleton, fu anche narrata dal cantautore siciliano Franco Battiato con una canzone, contenuta nell’album Gommalacca. Il ritrovamento è stato annunciato dalla spedizione Endurance22, che ha mostrato anche le prime immagini.

La storia della nave

Ancora prima di affondare, la nave Endurance era danneggiata, ma il freddo a cui si è conservato il relitto ha garantito un buon mantenimento di quello che ne resta.

Per la ricerca, costata 10 milioni e finanziata da un donatore anonimo, è stato utilizzato un rompighiaccio sudafricano, oltre a droni sottomarini. I droni setacciavano il fondo due volte al giorno per 6 ore ogni volta, utilizzando un sonar. Una volta localizzato il relitto, sono stati forniti di telecamere ad alta risoluzione.

L’esploratore Shackleton partì con un equipaggio di 27 persone sull’Endurance dall’Inghilterra nel 1914. L’obiettivo era attraversare l’Antartide per primo, in piena età eroica dell’esplorazione del Polo Sud.

La spedizione era stata preceduta da quelle del norvegese Roald Amundsen, che nel 1911 fu il primo a raggiungere il Polo, e di Robert Falcon Scott, che però morì dopo esserci arrivato. Shackleton non riuscì ad arrivare al Polo, ma riuscì a salvare tutto il suo equipaggio, passando alla storia come un eroe.

Il relitto è stato rinvenuto nel pomeriggio del 5 marzo 2022, a 3.008 metri di profondità, poco più di 4 miglia nautiche a Ssud delle coordinate date da Frank Worsley per l’affondamento.

La nave è dritta e in ottimo stato di conservazione. Si possono persino vedere la vernice e contare i rivetti. Ci sono alcuni danni al ponte di prua e parte del suo lato di dritta, ma per il resto è in gran parte intatta. Il nome è perfettamente visibile a poppa, come mostrato chiaramente in questo video.

 

La canzone di Battiato sulla nave Endurance

Franco Battiato dedicò una canzone alla storia dell’imbarcazione. Nel testo racconta l’inquietudine, il coraggio e la generosità. La musica che introduce il brano è “Plaisir d’amour” di Johann Paul Aegidius Schwarzendorf (1785).

Il brano è una narrazione secca, preceduta da una voce che sembra arrivare da un altro tempo: è quella del filosofo catanese Manlio Sgalambro, autore dei testi insieme a Battiato. Di seguito il testo.

Una catastrofe psicocosmica
Mi sbatte contro le mura del tempo
Sentinella, sentinella, che vedi?
Una catastrofe psicocosmica
Contro le mura del tempo
Durante la grande guerra nel Gennaio del 1915
All’estremità settentrionale un forte vento
Spingeva grandi blocchi di ghiaccio galleggianti
Imprigionando per sempre la nave dell’audace capitano Shakleton
Shakleton
Su un piccolo battello, con due soli compagni
Navigò
Fino a raggiungere la Georgia Australe
Mentre i 22 superstiti dell’isola Elefante
Sopportavano un tremendo inverno
Alla deriva, alla deriva
Verso nord, nordovest
Profondità 370 metri
72° di latitudine est
Per sopravvivere furono costretti a uccidere i loro cani
Per sopravvivere
Ma il 30 Agosto 1916, il leggendario capitano
Compariva a salvarli con un’altra nave

Stille Dämmerung
Der garten ist gefrohren
Die Rosen erlitten
Sage mir warum
Sage mir varum
in einem verlorenen Garten
Sage mir warum
deine Stimme hören
Sage mir warum
schweige bitte nicht

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