Robinho è stato condannato a 9 anni di carcere per aver violentato insieme a un gruppo di amici una ragazza albanese di 23 anni. Il 22 gennaio 2013 giovane ragazza stava festeggiando il compleanno in un locale milanese, il Sio Cafè, in compagnia di alcune amiche. Nella discoteca c’era anche l'ex attaccante del Milan con la moglie e degli amici, almeno 5. A un certo punto il calciatore è uscito per accompagnare a casa la consorte. Poi è tornato da solo nel locale dove erano rimasti i suoi amici in compagnia della ragazza albanese, che nel frattempo era stata lasciata sola dalle amiche. 

Robinho e la giovane si conoscevano da prima. Un bicchiere tira l’altro, l’euforia che prende la testa e la ragazza che si ubriaca. Ma per il pm sono stati gli altri a farla ubriacare con "modalità insidiose e fraudolente", offrendole da bere fino a farla diventare "incosciente e incapace di opporsi". A quel punto è scattata la violenza di gruppo nel guardaroba del locale dove l’hanno trascinata di peso.

Il giocatore brasiliano sarebbe stato il primo a violentare la giovane che, a causa delle sue condizioni psicofisiche compromesse dall’alcol, non era in grado di opporsi, né tantomeno di resistere a Ricardo Falco, 35 anni, l’amico di Robinho che la costringeva nello stesso momento a un rapporto. I due poi hanno ceduto la vittima agli altri 4 brasiliani che fino ad allora avevano assistito alla scena bestiale senza intervenire. In difesa del calciatore l’avvocato ha detto che non ci sono elementi probatori per sostenere che la ragazza era incosciente e che non avesse acconsentito al rapporto sessuale.